Infermieri in Inghilterra – Da Napoli a Oxford, un infermiere scrittore

Infermieri in Inghilterra – Da Napoli a Oxford, un infermiere scrittore

Infermieri in Inghilterra – INTRODUZIONE

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In questo articolo parleremo di un mio collega e amico, uno degli infermieri in Inghilterra, emigrato da oltre sei anni.

Ho l’onore di intervistare lui, in quanto la sua storia è molto interessante e può risonare a quelli di molti infermieri e di coloro potenzialmente desiderosi di lavorare come infermieri all’estero.

La cosa interessante è che il mio amico, Pasquale Dente, ha iniziato con successo la sua carriera di scrittore durante l’inizio dell’epidemia covid19.

Ha raccontato appunto, nel suo libro “Dietro la maschera” , la vita e le insidie di un infermiera che vive in prima persona la vita e le avventure di reparto, sotto la veste di infermiera. Ha recentemente pubblicato il nuovo libro “Abbiamo perso tutti

Do immediatamente la parola a Pasquale Dente, infermiere all’ospedale universitario “John Radcliffe” di Oxford, in Inghilterra e scrittore.

Innanzitutto di ti ringrazio per aver accettato di partecipare a questa intervista.

INFERMIERI IN INGHILTERRA: INTERVISTA A PASQUALE DENTE

“Quando sei partito in Inghilterra e per quale motivo hai deciso di diventare infermiere all’estero?”

Sono arrivato ad Oxford nel settembre del 2015.

Sono stato spinto dalla curiosità di capire come funzionava davvero la sanità inglese (NHS)

Ne ho sempre sentito parlare egregiamente, e quindi la curiosità mi ha spinto oltre manica.

La decisione di emigrare è nata anche dalla voglia di mettersi in gioco e affrontare nuove sfide come quella di imparare una nuova lingua, e di lavorare in un ambiente multiculturale.

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“So bene che prima di lavorare in Inghilterra, avevi un contratto a tempo indeterminato con un centro dialisi a Napoli, cosa ti ha spinto a rinunciare al posto fisso e lasciare la tua città natale?

Il centro dialisi mi stava stretto.

Ho resistito un anno, ma quel tipo di lavoro non mi piaceva, lo trovavo poco stimolante e routinario.

Quindi ho cominciato a guardarmi un poco attorno.

Ho cominciato ad allacciare contatti con la Oxford University e quando ho superato tutte le selezioni e mi hanno chiamato, cosa dire?

La chiamata della Oxford University non si può rifiutare, credo siano quelle opportunità che capitano una volta nella vita.

“Come ha influito su di te il cambiare nazione dal punto di vista sociale, ambientale e culturale?”

Oxford non è Napoli, quindi si è notata la differenza tra le due città.

Io sono un tipo che si adatta abbastanza velocemente, ma le differenze sono davvero tante.

Qui manca tutto quello che contraddistingue Napoli, ma in generale il sud Italia.

Le persone sono molto focalizzate sul fare carriera, sul lavoro, e queste le porta a chiudersi.

Da un punto di vista ambientale, non ne parliamo, mi manca il mare, (ahahha)

Mi manca poter andare in spiaggia a maggio o a settembre, qualche volta anche ad ottobre.

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“Come ti senti di raccontare, come è lavorare come infermiere in Intensive Care Unit ad un ospedale cosi rinomato e quali differenze hai notato rispetto al lavoro svolto in Italia?”

Io ho cominciato a lavorare in Terapia Intensiva, e non me ne sono mai andato da lì.

Generalmente gli infermieri cambiano spesso reparto, mentre per me questo non è accaduto.

Mi piaceva, e mi piace il reparto, non trovo un valido motivo per cambiare.

Qui si lavora bene, non siamo mai al di sotto con il personale, e i manager cercano sempre di trovare un modo per accontentarti, e mi riferisco alle ferie, a cambi turni etc.

“Quali opportunità di carriera ci sono in Inghilterra che non puoi trovare in Italia? ”

Le possibilità di crescita qui in inghilterra sono esponenziali

Potrei scrivere un altro libro ( ahahahh).

Pensa solo che si comincia come Band 5 e si può arrivare a Band 9, che sono coloro che gestiscono interi padiglioni.

I loro stipendi arrivano a superare anche i 100.000 pound annui.

Oltre a questo, c’è la possibilità di specializzarsi in determinati settori, ed entrare in team specialistici, come team della gestione del dolore, team piede diabetico, team piaghe da decubito, e tanti altri che non sto qui ad elencare.

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“Cosa ti sentiresti di dire oggi ad un infermiere neo laureato indeciso se fare questa esperienza o meno??”

Gli consiglierei di fare esperienze all’estero, di andare in Germania, Inghilterra, Svizzera, anche negli Emirati Arabi

Fare esperienza da mettere nel proprio bagaglio culturale, poi con calma, quando si sarà scocciato, tornare in Italia, tanto prima o poi, tutti ci ritornano ( vero Roberto?)

“Hai mai pensato di tornare in Italia? ”

Si, ci penso spesso, ma non so il futuro cosa mi riserva.

Vediamo un po’ come vanno le cose.

“Oltre ad essere un infermiere sei diventato uno scrittore molto popolare con la scrittura di 2 libri, durante il periodo della pandemia.

Perché hai scritto questi libri e quale messaggio hai voluto trasmettere in un periodo cosi tedioso, quale la pandemia dovuta al covid-19?”

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Ho scritto due libri, “Dietro la maschera” e “ Abbiamo perso tutti”, il primo è stato anche tradotto in Inglese ( Behind the mask).

Il motivo per cui ho cominciato a scrivere è stato quello di lasciare una testimonianza

Volevo far capire alle persone come è stato difficile lavorare durante le ondate covid.

Farli entrare un po’ in terapia intensiva con noi.

Ci tengo però a sottolineare che il covid è solo l’ambientazione storica del romanzo, non il protagonista.

La protagonista invece è una giovane infermiera che si trova a combattere a vivere sulla sua pelle tale pandemia, lontano dai genitori, dalla famglia e dagli affetti più cari.

Il che andrà a minare quella che è la sua integrità psicofisica.

Abbiamo perso tutti invece, mi è stato commissionato, una casa editrice era interessata ad un libro collegato a Dietro la maschera

Quindi mi sono inventato lo spin off dello stesso, alcuni personaggi secondari del primo, sono diventati protagonisti del secondo, come ad esempio i genitori di Lucia e l’avvocato Cascione.

“Perché consiglieresti di leggere questi libri e dove sarebbe possibile trovarli?”

Consiglierei di leggere i miei libri, in primis perché sono una testimonianza, un periodo vissuto da tutti che non può essere dimenticato.

Li consiglio perché ( da feedback ricevuti), il tutto è descritto in maniera leggera ed è molto scorrevole nella lettura.

Infine, ma non meno importante, le royalties dei libri vanno in beneficenza, quindi un buon modo per supportare la “Sobel House” un hospice di Oxford che accoglie malati terminali e li accompagna negli ultimi giorni della loro vita, alleviandone le sofferenze.

pandemia covid-19

“Parlami dell’iniziativa che porti avanti sul tuo profilo Instagram”

Ogni giorno sul mio profilo Instagram posto foto di personale sanitario che ha lavorato, e ancora lavora con il Covid

E’ un modo per dire loro grazie e spronarli ad andare avanti.

Le foto che posto li ritraggono con maschera e senza, un modo per sensibilizzare le persone, e far capire loro che dietro la maschera ci sono mamme, papa, figli ecc.

Persone che aiutano, ma che hanno bisogno di aiuto a loro volta.

 

Infermieri in Inghilterra – CONCLUSIONE

Grazie mille Pasquale, per averci donato della tua preziosa esperienza.

Pasquale è uno dei pochi infermieri in Inghilterra che ha scritto una storia cosi attuale  che riflette questo momento

Penso che il tuo libro sia davvero importante da divulgare, perché è davvero un modo per chiunque di capire cosa davvero succede ”Dietro la maschera”.

Aiutare anche a comprendere che questo virus, non solo “esiste”, ma davvero rischia di mettere in ginocchio il sistema sanitario nazionale.

 

Pasquale Dente è su Instagram. Lo potete trovare sotto l’username: “@dietro_la_maschera_libro
Potete inoltre acquistare i suoi libri su Amazon a questi link:

Dietro la maschera 

Behind the mask (la versione inglese) 

Abbiamo perso tutti 

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