Lavoro in Inghilterra per Italiani – INTRODUZIONE

Sul web, ci sono poche informazioni sul lavoro in Inghilterra per Italiani.

Soprattutto, non ci sono informazioni sulla possibilità o meno di lavorare dall’Italia come freelance o come dipendente per un azienda inglese e viceversa

In Italia, c’è molta confusione su questo argomento, anche da parte delle aziende.

Voglio perciò condividere quelle che sono le informazioni che è necessario sapere e che attualmente sono in vigore

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E’ POSSIBILE LAVORARE PER L’INGHILTERRA DALL’ITALIA?

Sì è possibile sia come dipendente che come Freelancer per l’Inghilterra dall’Italia.

Il lavoro in Inghilterra per Italiani richiede il trasferimento della residenza in Inghilterra.

E’ possibile, tuttavia, lavorare in Italia per un azienda inglese.

Le condizioni principali sono le seguenti:

  • Vivere in Italia per più di 183 giorni
  • Per meno di 183 giorni

Nel primo caso, le tasse sono soggette al pagamento dell’Imposta anche in Italia.

Fanno parte di questa categoria coloro con la residenza registrata in Italia per almeno 183 giorni di fila e oltre, ed essere iscritti alle anagrafi comunali.

Le tasse pagate finali , sono circa le stesse che pagheresti vivendo in Italia, con la differenza che una parte sono pagate in Inghilterra e la percentuale relativa di importa, in Italia.

Nel secondo caso, in cui la residenza è per meno di183 giorni  (durante l’anno bisestile diventano 184), le tasse sono pagate interamente in Inghilterra

Nel caso la residenza vostra è in Inghilterra, potete pagare le tasse esclusivamente in Inghilterra.

Un prerequisito fondamentale è quello di essere iscritti all’AIRE per registrare la vostra residenza all’estero.

Per iscriversi all’AIRE è necessario applicare per il consolato dello stato di residenza.

Dunque, per applicare al consolato italiano a Londra, puoi farlo tramite il portale FAST IT e cliccare nell’area Consular and AIRE registry e seguire la guida dal sito.

Gli articoli che regolamentano il lavorare in Inghilterra dall’Italia sono i seguenti:

In poche parole, l‘imposizione fiscale dipende da dove sei residente fiscalmente, non da per chi lavori.

LE TASSE DA PAGARE

Come ho precisato nella precedente sezione, chi è residente (iscritto all’AIRE) e lavora in Inghilterra, non p soggetto alle tasse di imposizione in Italia.

Chi lavora in Italia per un azienda inglese, di solito paga le imposte totalmente in Italia.

Questo perché una azienda che assume in Italia è soggetta a registrarsi fiscalmente in Italia.

E’ il motivo per cui molte aziende straniere hanno un’azienda sussidiaria in Italia, che per l’appunto segue la legislazione italiana fiscalmente.

Per coloro che invece sono invece residenti parzialmente e fiscalmente in Italia, nella maggior parte del tempo (183-184 giorni) , sono soggetto alla deduzione fiscale applicata anche in Italia.

Questa imposizione non può “eccedere la quota di imposta italiana attribuibile ai predetti elementi di reddito nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo”

In poche parole, la quota non può essere superiore alla quota di imposta italiana complessiva eccedente.

Giusto per comprendere l’idea, vi faccio un esempio pratico, con numeri inventati per comprendere il caso:

Se in Inghilterra la tassazione è del 30% e in Italia del 37% la quota di imposta non può eccedere il 7% rimanente.

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E’ POSSIBILE LAVORARE PER L’ITALIA DALL’INGHILTERRA?

Si e vale lo stesso principio. Paghi le tasse dove sei residente fiscalmente, non per dove lavori.

COME FUNZIONA PER I FREELANCER VS DIPENDENTI DI UN AZIENDA.

Chi lavora come Freelancer o imprenditore, deve registrare la propria partita iva, nel luogo dove è residente e nel regime fiscale conveniente.

In questo articolo parlo appunto delle diverse forme di partite iva, utile a comprendere come registrarvi e quali regimi possano essere più favorevoli, nel vostro specifico caso.

In linea generale i regimi fiscali sono :

  • Il regime Forfettario
  • Il regime Ordinario

La primo regime è la scelta dei nuovi imprenditori, per gli sgravi fiscali che si possono ottenere se guadagni meno di 65 mila euro all’anno.

La seconda scelta è ha una tassazione diversa ed è quella scelta generalmente dalle aziende più grandi con guadagni superiori ai 65 mila euro.

Per quanto riguarda il resto valgono le stesse norme menzionate sopra nelle altre sezioni.

Quindi occhio alla quantità di giorni annuali, per cui residete in Italia e all’estero.

Lavoro in Inghilterra per italiani – IL NOMADISMO DIGITALE

La legislazione per chi cambia residenza spesso, ha in vigore lo stesso sistema già menzionato.

Coloro che vogliono vivere cambiando spesso nazione possono percorrere due strade diverse:

  • Tenere la propria residenza in uno stato specifico e mantenerla anche quando ci si viaggia come nomade digitale
  • Cambiare residenza ogni volta che ci si trasferisce, per oltre 183 giorni nello stato desiderato

Come ben vedere la norma in vigore include il concetto di residenza fiscale, su cui si pagano di conseguenza le tasse

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Lavoro in Inghilterra per italiani – CONCLUSIONE

Abbiamo visto come lavorare in Inghilterra dall’Italia e viceversa.

Soprattutto, abbiamo affrontato il tema di come si affronta questo problema dal punto di vista fiscale.

Conoscere questa procedura, è importante per non evitare l’evasione del fisco.

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