In questo articolo voglio condividere con tutti voi la storia di Luca Mussari.

La sua storia è molto interessante sia dal punto di vista della sua formazione che sul percorso di carriera intrapreso.

Luca è un ragazzo che non solo ha lavorato e vissuto all’estero, ma ha cambiato carriera e ultimamente è diventato un nomade digitale.

È stato davvero gentile nell’accettare questa piacevolissima intervista.

Penso sia una storia molto interessante e come in questo blog, il mio scopo è appunto quello di condividere queste esperienze e storie d’ispirazione, le quali purtroppo spesso mancano sul web.

Ho conosciuto Luca per caso leggendo un suo post su Twitter dove condivideva un post sui benefici del lavorare in modalità Smart Working.

Luca ha un canale YouTube, dove racconta la sua storia, di come ha cambiato vita, vivendo all’estero e diventando come ultimo step un nomade digitale.

Ho conosciuto meglio Luca vedendo i suoi YouTube video e vi darò una breve panoramica di lui prima di fargli la vera e propria intervista.

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INTRODUZIONE: CHI E’ LUCA?

nomade digitale

 

Luca è un ragazzo calabrese che ha studiato Lettere Moderne e si è laureato inizialmente in Italia, all’Università La Sapienza di Roma.

A causa delle scarse opportunità in tale settore in Italia, ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per lavorare.

Vivere in Inghilterra e specificamente a Londra lo ha portato a intraprendere diversi percorsi di vita e carriera.

Ha studiato un master in Marketing e successivamente ha avuto l’opportunità di lavorare per una delle aziende internazionali più di successo.

Oggi Luca si è invece messo in proprio ed è diventato un nomade digitale.

Luca è un esempio di un ragazzo che si è costruito da zero per raggiungere obiettivi di vita e carriera di grande ispirazione per molti di voi che ci stanno leggendo!

Inizio subito nell’intervista, con il ringraziare Luca per il tempo prezioso dedicato.

INTERVISTA

“Ciao Luca, grazie per essere qui, puoi spiegarci, innanzitutto, perché hai deciso di trasferirti in Inghilterra, invece di trovare lavoro a Nord Italia, come fanno molti provenienti dal sud? “

Inizialmente sono partito dalla Calabria per Roma.

Partendo da un piccolo paesino di 500 abitanti, a una grande città come Roma, mi sembrava già che fosse un grande cambiamento.

Un posto gigantesco dove crescere come persona e imparare nuove cose.

Quando ero bambino avevo il sogno di diventare giornalista, per cui ho studiato a Roma all’università di lettere. Avevo anche un blog da piccolo che si chiamava “disappunti di vista”(ride)

Realizzai che nonostante ci fosse la blogosfera, volevo diventare un giornalista per giornali importanti.

Mi resi conto che era un circuito chiuso e in cui è molto difficile entrarci e andai in crisi.

A 3 esami dalla laurea, volevo quasi abbandonare l’università a causa di questa crisi.

Grazie all’incoraggiamento di amici e familiari ho persistito fino alla fine.

Nel frattempo, durante gli studi, per mantenermi facevo diversi lavori a Roma, per esempio, lavoravo come doorman per negozi di lusso.

Con tutto il rispetto per il lavoro che facevo, era molto faticoso, soprattutto perché non era semplice studiare e lavorare allo stesso tempo.

In realtà il pensiero di andare a nord c’era, però non avendo esperienza di lavoro, non avrei saputo cosa fare con la mia laurea li.

Essendo un grande appassionato del rock e non conoscendo la lingua inglese, l’idea di andare in Inghilterra per acquisire nuove esperienze e skills linguistiche mi intrigava molto.

nomade digitale

 

“Come hai programmato il tuo trasferimento, non avendo trovato in anticipo un lavoro prima di trasferirti?”

 

Sono partito peraltro con i risparmi accumulati, risparmiando durante il periodo di studi/lavoro.

I miei genitori non erano inizialmente d’accordo su questa partenza alla cieca.

Sono partito, arrivo a Londra e i primi 3 giorni, mi sono concentrato a mandare curriculum a diversi ristoranti a Londra.

Il terzo giorno sono stato chiamato per un colloquio ad un ristorante Giapponese e dopo soli 4 giorni ho trovato lavoro  come cameriere presso questo ristorante.

Ho lavorato molto duro, per 8 mesi in questo ristorante molto conosciuto in Baker Street (un giorno venne a trovarci addirittura il figlio di Paul McCartney) e rimasero molto contenti del mio lavoro.

“Come è stato vivere a Londra e cosa pensi possa offrire di diverso ad un Italiano in termini sociali, culturali, lavorativo e soprattutto umano?”

 

Sono partito con i risparmi accumulati, risparmiando durante il periodo di studi/lavoro.

I miei genitori non erano inizialmente d’accordo su questa partenza alla cieca.

Sono partito, e appena arrivato a Londra, per i primi 3 giorni mi sono concentrato a mandare curriculum a diversi ristoranti nel centro di Londra.

Il terzo giorno sono stato chiamato per un colloquio ad un ristorante giapponese e dopo soli 4 giorni ho trovato lavoro  come cameriere presso questo ristorante.

Ho lavorato molto duro, per 8 mesi in questo ristorante molto conosciuto in Baker Street (un giorno venne a trovarci addirittura il figlio di Paul McCartney) e rimasero molto contenti del mio lavoro.

nomade digitale

“Su YouTube hai detto di aver intrapreso gli studi universitari, in Inghilterra, nel settore del Marketing. Come è avvenuto tutto ciò?”

Dopo circa 7 mesi di lavoro per questo ristorante giapponese, ho iniziato a pensare di voler fare progetti più solidi.

Iniziai a studiare digital marketing online e soprattutto mi piaceva approfondire temi come la la Search Engine Optimisation (SEO).

Iniziai anche a mandare curriculum con la speranza di trovare lavori entry level nel settore marketing, anche non avendo ancora nessuna esperienza e educazione specifica nel settore.

Andai in diversi centri di impiego, che in Inghilterra peraltro funzionano molto bene.

Mi fecero appunto capire che per entrare in questo campo era importante avere esperienza nel settore (che non avevo ancora) e/o certificazioni, lauree completate in Inghilterra.

Non avendo né l’opportunità di fare esperienza, né avendo studiato marketing in Inghilterra, iniziai a pianificare e strategizzare sul cosa fare.

Decisi così di provare a iscrivermi all’università.

Mi resi conto che uno dei requisiti per accedere all’università era la certificazione IELTS con un punteggio minimo di 6.0.

Mi misi a studiare e, con un po’ di impegno, riuscii in un mese a passare l’esame richiesto, prendendo questo certificato.

Questo mi permise così di fare richiesta per entrare in 4 università ed essere accettato in tutte e 4.

Fu così che iniziai a studiare il master full time per 1 anno a Londra, che in Inghilterra corrisponde alla laurea specialistica italiana.

Rimasi molto soddisfatto da questo percorso di studi, super pratico e mi resi conto di essere pronto al mondo del lavoro, subito dopo aver completato il master.

Aver imparato l’inglese, mi ha permesso di fare per conto mio corsi online molto buoni sulla Search Engine Optimisation (SEO) ed imparare molte cose che mi permisero di trovare lavoro nel settore.

nomade digitale

“Come è stato iniziare a lavorare dopo aver completato il percorso di studi e quali esperienze significative vorresti raccontarci?”

 

Trovai immediatamente lavoro, in una società di finanza, nel settore delle criptomonete, e questo mi dette molta  fiducia in me stesso.

Da sottolineare, è il fatto che avevo fatto altri colloqui, come per l’azienda Oneplus,e tantissime altre aziende, dove avere un lavoro entry level era competitivissimo.

Questo per dire che Londra è molto competitiva nella ricerca di talenti.

L’azienda dove lavoravo mi dette molta fiducia e dopo 7 mesi , imparai così tanto, che portai uno dei siti da 0 a produrre più di 50 mila pounds a settimana, implementando la mia prima strategia di Search Engine Optimisation (SEO) per il sito multilingua che stavo gestendo al tempo.

Decisi perciò di intraprendere una nuova esperienza con un altra azienda, per appunto migliorare ancora di più le mie competenze ed esperienze.

Iniziai a lavorare per un’azienda di marketing di nome Mindshare, dove avevo il compito di gestire l’account di Apple, il più grosso cliente che avevano.

Mi ritrovai a fare SEO con la Apple.

Mi ritrovavo nella stessa stanza con il capo dipartimento SEO a livello globale di Apple, che era super emozionante per me al tempo.

Entravamo spesso nella sede Apple di Londra che era fichissimo.

Dopo 10 mesi, fui anche promosso come account manager per il cliente Apple, a livello globale.

Lavorai per un altro anno per la stessa azienda e la mia ambizione continuava a crescere.

Dopo 1 anno però, volevo fare nuove esperienze significative e decisi di guardarmi attorno.

Applicai per la Virgin Media, un’azienda di telecomunicazioni inglese di 40 mila persone e lavorai per loro come capo del dipartimento SEO, .

Nell’ambiente corporate però notai molta più politica e meno libertà nel prendere decisioni, così entrai in crisi nel comprendere cosa fare della mia carriera.

Dopo aver lavorato per qualche tempo, cercai di comprendere se voler lavorare per una startup o per una corporate.

Iniziai a lavorare per Marks & Spencer, gestendo la SEO dell’area internazionale.

Lavorai qui per circa 6 mesi. Trovai lo stesso ambiente corporate, con molta politica che non mi piaceva.

Andai in crisi, ed ad un certo punto stavo così male da non dormire spesso la notte perché non sapevo cosa fare, se continuare o lasciare l’azienda.

Mi dimisi, nonostante non avessi un piano alternativo inizialmente, ma lo feci per preservare la mia salute mentale.

Decisi cosi di mettermi in proprio come Freelancer e trovai subito clienti, grazie ai contatti con le precedenti aziende e con colleghi che lavoravano lì.

lavoro agile

“Come ti è venuta l’idea di metterti in proprio e come hai affrontato questo percorso?”

Iniziai ad approfondire il concetto di nomadismo digitale e mi piaceva sempre di più l’idea di lavorare viaggiando il mondo.

Fù cosi che lasciai Londra e partìì per Madeira in Portogallo.

In questa città, la temperatura era di 21 gradi tutto l’annoinsomma un sogno per me Io e la mia ragazza non volevamo fare altro che scappare in un posto caldodopo 6 anni a Londra.

Sono stato inizialmente a Madeira e dopo a Tenerife.

Fu proprio a Madeira che iniziò l’idea di aprire un canale YouTube, dove avere l’opportunità di condividere questo bellissimo stile di vita.

Dopo la pandemia, ho notato in prima persona i benefici di lavorare in modalità Smart Working.

Nel mio canale mi piace condividere la mia esperienza e dare consigli di finanza personale, sul come guadagnare online, diventare un Freelancer o un nomade digitale.

Tutto ciò con lo scopo di aiutare più persone possibili.

Ogni esperienza è un’opportunità per imparare nuove abilità e per crescere come persona.

Lavorare per  un’azienda corporate, limitava le mie possibilità di esprimere la mia creatività.

Inoltre, lavorare per un’azienda del genere richiede molta strategia, politica e stress per scalare fino alla vetta.

Sei pagato per fare il lavoro che ti viene richiesto dal tuo capo che ti ricorda continuamente la differenza di livello con te , spesso limitando la tua creatività.

Nel freelancing, invece, sei un partner e sei trattato come tale dal cliente.

Ci si viene considerati degli esperti e anche se il lavoro può sembrare più instabile inizialmente, si è trattati allo stesso livello con coloro che richiedono i tuoi servizi.

Col tempo, mi sono reso conto che per me è più importante vivere una vita felice, con uno stile di vita che si addice alla mia persona, piuttosto che fare tanti soldi ma non essere felice e perennemente stressato.

Ho deciso di vivere come nomade digitale, vivere come minimalista e godermi la vita.

I soldi arrivano nel tempo così come le soddisfazioni, come è giusto che sia.

 

lavoro agile

“Come hai gestito a livello tassativo, lavorare e vivere come nomade digitale?”

 

Allora, io adesso sono residente in Inghilterra ancora.

Secondo la legge inglese, devi stare 1 mese fisicamente e  pagare inoltre 3 mesi di affitto per non perdere la residenza fiscale.

Ad un certo punto, infatti, dovrò tornare in UK per non perdere la residenza fiscale. Quindi penso di andare in una città molto economica, come Blackpool.

In futuro, pianificherò meglio dove voler spostare la sede della mia azienda, non in base alla tassazione, ma in base a dove voler spendere fisicamente più tempo.

Sei autonomo di decidere come gestire la tua situazione fiscale, come freelancer nomade digitale, mentre, quando lavori per un’azienda, avendo firmato un contratto, lo stesso ti vincola a tenere in considerazione normative che è necessario seguire molto attentamente.

Lavorare come nomade digitale è bello per alcune tipologie di personalità. Se per esempio però sei una persona tradizionalista e con famiglia o ti piace essere una persona stabile e vivere con la famiglia nella tua città, probabilmente questo non farebbe per te.

 

“Come gestisci la differenza di ora legale, rispetto ai clienti che ti contattano da oltre oceano?”

 

La fortuna è di avere clienti che sono molto flessibili, in cui è semplice decidere un orario conveniente per entrambe le parti.

Il problema diventerebbe leggermente maggiore nel caso in cui i cambi orari fossero estremi. Per ora riesco a gestire bene con il cliente la questione di tempistiche.

Ci sono pro e contro da tenere in considerazione quando si lavora come freelancer e questo è una delle sfide che è necessario affrontare.

“Hai mai pensato di tornare definitivamente in Italia? Cosa ti ha prevenuto dal farlo?”

nomade digitale

 

C’è stato un momento. Fu il momento prima di diventare un nomade digitale, in cui ci ho pensato seriamente.

Soprattutto per le convenienze tassative che ne derivano, con la legge, appunto sul ‘rientro dei cervelli’.

La cosa simpatica è che questa legge è partita dalla legge Beckham, che interessava i calciatori che giocavano in altre nazioni, per poter far pagare a loro meno tasse.

Questa legge fu poi estesa a tutte le categorie lavorative, denominate appunto, per il rientro dei cervelli.

Ormai però, essendo stato un espatriato per tanto tempo è difficile pensare di tornare.

Quando si esce dal proprio guscio, diventa più difficile pensare di tornarci, col tempo.

Al momento non è una cosa che mi motiva abbastanza, ad essere completamente onesti.

È brutto da dire, ma al momento, sento una tensione in Italia, che capisco, dato le difficoltà occupazionali, economiche e politiche.

Però sento questa tensione, che per me, è personalmente tossica.

A me piace essere in un ambiente positivo, ecco perché mi piace conoscere gente, viaggiare ed essere un nomade digitale.

Non so cosa succederà in futuro.

Non escludo che, dopo essermi stancato di viaggiare potrei anche tornare in Italia.

In realtà anche in Inghilterra, a volte c’è questa tensione, ma da un diverso punto di vista.

Le persone parlano spesso solo di lavoro, carriera, di quanto ci si guadagna, che non è bello nemmeno ascoltare continuamente, soprattutto quando ci si esce dal lavoro per spensierarsi.

 

“Quanto ti è voluto per poter lavorare full time in proprio e quali sono le abilità che ti hanno permesso di fare ciò?”

 

In realtà abbastanza presto. Lavorando per molte aziende, ho creato nel tempo i miei contatti.

Mentre lavoravo, in realtà pianificavo sempre il mio piano di fuga, che mi avrebbe portato in futuro al nomadismo digitale.

Una cosa in realtà che è molto importante e che consiglio a tutti, quando ci si vuole mettere in proprio è di non chiudersi ed evitare di dire agli altri cosa si sta facendo.

È importante vocalizzare il fatto che si è passati a lavorare in proprio, perché apre tante opportunità.

Ricordo che quando lo feci io, scrissi su Linkedin che avevo lasciato il mio lavoro e che mi ero messo in proprio.

Quel post andò molto bene. Ebbi un centinaio di likes e commenti. Proprio da questo post, ottenni dei clienti con cui attualmente lavoro ancora.

 

“Cosa consiglieresti a quei ragazzi interessati a dare una propria svolta nella loro carriera? Cosa comporta e quante difficoltà hai trovato nel mettersi in proprio?”

Esporsi ed essere coraggiosi. Essere più aperto con le persone porta molte opportunità.

È importante farsi molta promozione. Se non si promuove se stessi, si resta invisibili al mondo.

lavoro agile

CONCLUSIONE

 

Grazie Fabio per il tuo prezioso tempo.

Raccontare la tua esperienza è molto importante per molti italiani. Dalla storia che abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare possiamo comprendere molte cose.

Avere successo nella vita e trovare la propria dimensione è possibile.

È importante pensare alla propria vita  e carriera e basarla sulla propria personalità.

La giusta dimensione è soggettiva.

Per raggiungere i propri obiettivi di vita e carriera, tuttavia, serve determinazione e pianificazione.

Con impegno è possibile disegnare la vita che desideriamo.

Luca è un esempio di tutto ciò.

Auguro il meglio a Luca per il suo futuro da nomade digitale.

Come precedentemente accennato Luca è oggi in proprio. Lavora come SEO Consultant e offre diversi servizi nell’area marketing.

Qui di seguito gli altri Social media dove trovarlo:

Content Creation (Nomadismo digitale, freelancing, finanza personale e viaggi)

SEO Coaching per Aspiranti Professionisti SEO e Consulenza SEO per Aziende 

 

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