Come diventare programmatore informatico – La guida che cercavi

Come diventare programmatore informatico – La guida che cercavi

INTRODUZIONE

In questo articolo vi spiegherò dettagliatamente come diventare programmatore informatico.

Il settore informatico è attualmente uno tra i settori in assoluto con più posti di lavoro e in veloce crescita nel prossimo futuro.

Offre una sicurezza lavorativa molto alta e ha enormi quantità di percorsi di carriera che possono essere svolti.

Un informatico è un problem solver, ovvero è qualcuno che utilizza la potenza di un computer, logica e matematica per risolvere molti problemi imprenditoriali e della vita quotidiana.

In questo articolo vi spiegherò passo passo come diventare programmatore informatico.

come diventare programmatore informatico

COSA E UN PROGRAMMATORE INFORMATICO?

Un programmatore informatico è colui che costruisce software che risolve problemi della vita quotidiana e aziendali.

I problemi aziendali e i settori di sviluppo sono infiniti (Ambito sanitario, economico, fitness, ingegneristico, turistico, tutti i settori esistenti insomma..).

Per sviluppare software un programmatore si serve di molteplici linguaggi di programmazione.

I linguaggi di programmazione sono numerosi (Alcuni esempi di  linguaggi di programmazione di tendenza sono C#, Java, Javascript, Python, etc.).

COME DIVENTARE UN PROGRAMMATORE INFORMATICO?

Per diventare un programmatore informatico si possono seguire 2 strade:

  • Audodidatta
  • Laurea in informatica

AUTODIDATTA

E’ il percorso più difficile e non per tutti, ma totalmente raggiungibile. Richiede più tempo di quanto un percorso strutturato ti permetterebbe.

Se non hai intenzione di svolgere un percorso di laurea, puoi benissimo ricercare, pianificare il tuo studio seguendo le cosiddette roadmap.

La roadmap dipende da quale percorso vuoi seguire (sviluppo front end, svilluppo back end, machine learning, data science, etc..).

Questo è un esempio di roadmap per diventare uno sviluppatore frontend.

Il pro di studiare da autodidatta e di seguire liberamente i tuoi ritmi di studio.

Il contro è che molto spesso se non sei laureato l’azienda avrà più motivi per pagarti di meno rispetto ad un laureato.

In media lo studio di autodidatta dovrebbe essere sostanzioso e un obiettivo a medio lungo termine.

In alcuni forum parlano di almeno 2-3 ore intense al giorno di studio e pratica costante..

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PERCORSO DI LAUREA IN INFORMATICA

La laurea in Informatica è un grande investimento di tempo e ha i suoi pro e contro, ma una possibilità molto valida.

In generale, la laurea breve in Informatica dura 3 anni e sicuramente richiede molto studio da integrare da autodidatta per colmare lacune che molto spesso l’università da per scontato, gli studenti le avessero coperte durante le scuole superiori.

Se non hai mai studiato programmazione prima dell’università è possibilissimo recuperare e andare avanti con successo.

Tuttavia sarà necessario molto impegno da parte dello studente che deve colmare alcune lacune di base di programmazione.

Un laureato ha sicuramente più possibilità di un non laureato in Informatica di ottenere il primo impiego.

La laurea, nel momento cin cui acquisterai più esperienza nel settore informatico, ti dara più probabilità di richiedere un aumento una progressione nella carriera.

Una laurea specialistica e addirittura un dottorato, gioveranno ancora di più sul tuo curriculum, cosi come nella possibilità di progressione di carriera.

QUALE E’ IL MIGLIORE LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE?

Non esiste una risposta, in quanto ogni linguaggio di programmazione ha delle suo potenzialità per determinate finalità di utilizzo.

Molti linguaggi di programmazione raggiungono lo stesso risultato.

Un consiglio che darei riguardo a quale linguaggio imparare, è quello di vedere quelli più di tendenza al momento nella propria area.

Puoi consultare ciò , monitorando le offerte di lavoro su LinkedIn e vedendo quali linguaggi di programmazione vengono piu spesso utilizzati nel settore/ambito vorresti entrare (gaming, virtual reality, sviluppo web, AI etc..).

Dopo aver analizzato bene questo e aver scelto, non voltarti più indietro. Continua nello studiare approfonditamente quel linguaggio di programmazione.

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MI DOVREI LAUREARE OPPURE NO IN INFORMATICA?

E’ preferibile laurearsi per trovare lavoro più facilmente e fare carriera più velocemente, tuttavia non è un limite per entrare in questo settore se riesci a dimostrare, le skills durante un colloquio conoscitivo.

Per esperienza personale, una laurea nel settore di lavoro scelto fà tutta la differenza garantendo un percorso di carriera più veloce rispetto a chi non ce l’ha.

COME FACCIO A SAPERE QUALE E’ IL PERCORSO GIUSTO PER ME?

Dipende dalle tue inclinazioni personali.

Il settore informatico è molto ampio e lo sviluppo è solo una piccola parte di quello che può fare un informatico.

Intanto c’è da precisare che lo sviluppo informatico, può essere svolto in tutti i settori immaginabili: Dal gaming, allo sviluppo di firmware, all’ analisi dei dati (data analysis, data scientist), l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale, sviluppo software per la musica, bitcoin, etc…

Questo significa che il settore informatico offre molta libertà di lavorare nel settore e nella nicchia che più ti piace.

Qui sotto vi parlerò brevemente di alcuni dei lavori che puoi svolgere come informatico oltre allo sviluppo:

Sofware Testing: 

Il software testing è il percorso di testare gli sviluppo di una nuova funzionalità con il fine di trovare difetti ed errori che possono essere poi segnalati e risolti dagli sviluppatori.

E’ un percorso di carriera in rapido sviluppo. Un software tester può svolgere test funzionali e di sistema, ma anche test automatici.

In questo settore è importante avere conoscenze base di programmazione e ancora di più preferibilmente di framework per creare test automatici.

La figura del software tester è a molto importante per garantire che le nuove funzionalità e l’applicazione sia funzionante e pronta ad essere venduta ai clienti con confidenza.

come diventare un informatico

Tecnico IT:

Come tecnico IT ti occupi del supporto tecnico di un azienda , nel risolvere problemi hardware, installazioni, reinstallazioni, installazione sistemi operativi, sostituzione elementi hardware.

Ti occupi anche nell’acquisto di attrezzature hardware e software necessaria per il corretto svolgimento dell’attività di un impresa.

IT Networking Specialist

Un ingengere nell’ambito Network si occupa della configurazione, programmazione di soluzioni per la rete e risoluzione di problemi derivati da una rete network

Support Analyst

Il Support Analyst è colui che si occupa di risolvere problemi degli utenti che lavorano in una determinata azienda e il customer finale.

Questo supporto può essere svolto da remoto o sul sito del cliente.

Coloro che lavorano come support analyst hanno una conoscenza molto profonda del software aziendale e possono supportare il cliente in tutte le situazioni.

Quando la funzionalità del software è compromessa, gestiscono il sistema di log chiamate comunicando con i developer il problema che dovrà essere risolto nel più breve tempo possibile.

Il Professore di Informatica

Se hai abilità di insegnamento e una conoscenza approfondita del settore e della programmazione, oltre che una laurea in informatica, preferibilmente specialistica, puoi svolgere questo mestiere.

Ricercatore IT

E’ colui che legge e conosce molto profondamente le ricerche in un determinato settore dell’IT e scrive nuove ricerche, spesso con il supporto di altri ricercatori. Durante queste ricerche, spesso altri professionisti, università sono coninvolte nel processo.

Inoltre, è’ un ottimo mestiere per coloro a cui piace la ricerca e contribuire nella letterature disponibile a migliorare i processi, standard informatici.

Per lavorare come ricercatore informatico è necessario un dottorato in informatica.

Consulente IT 

Il Consulente IT è colui che fornisce consulenza ad un azienda e a clienti che collaborano con essa, sia per quanti riguarda l’ambito di amministrazione software, che nella progettazione, configurazione della stessa.

Un consulente IT lavora scrive codice per configuare una funzionalità in base alle esigenze del cliente, lavora con  il database, API e lavora a progetti a scadenza spesso brevi e sfidanti.

Tuttavia è un mestiere che può pagare molto bene, soprattutto se in modalità freelancer.

LA CARRIERA CHE PUO’ PERCORRERE UN INFORMATICO

Un informatico che vuole far carriera ha diversi percorsi che può svolgere:

  • Specializzarsi per diventare una figura Senior o manager di un team di altri specialisti
  • Progredire nel management dell’azienda svolgendo lavori come Project Manager, Functional Manager, Product Specialist, Product Owner giusto per nominarne alcuni..
  • Diventare direttore di un dipartimento.
  • Diventare tu stesso un imprenditore della tua azienda

Oppure puoi lavorare come consulente informatico in modalità freelancing e decidere tu stesso la paga oraria.

C’E’ LAVORO IN ITALIA COME PROGRAMMATORE INFORMATICO?

Assolutamente si. C’è più domanda di quelli che sono attualmente i posti disponibili. Una carriera molto bella e sicura.

Lo stipendio medio di un programmatore informatico varia dai 25mila come junior a 50-60 come sviluppatore senior.

Lo stipendio dipende molto dalla grandezza dell’azienda, dall

C’E’ LAVORO ALL’ESTERO COME PROGRAMMATORE INFORMATICO?

C’è molto lavoro in tutto il mondo in questo settore. In Inghilterra un Informatico può anche superare di molto i 100mila pound annui.

Lo stesso vale per Francia, Germania, Olanda, Svizzera e Lussemburgo.

QUALITA VITA-LAVORO DI UN INFORMATICO

Dipendentemente dal settore che potresti lavorare dal lunedi al venerdi dalle 09:00 alle 18:00, oppure farai reperibilità e addirittura turni.

Uno sviluppatore in generale non svolge reperibilità e turni (In alcune aziende tuttavia può essere reperibile anche la notte).

Quindi la risposta dipenda dall’azienda che scegli e dal sub-settore informatico che scegli.

In generale è un ottimo lavoro, sfidante e soprattutto se sei sviluppatore, sarai uno studente a vita, per cui studierai anche nel tempo libero per essere al passo con gli sviluppi tecnologici.

COME DIVENTARE PROGRAMMATORE INFORMATICO: CONCLUSIONE

In questo articolo, ho voluto parlare di come divantare programmatore informatico, ma anche di alcune informazioni più dettagliate sul mestiere dell’informatico per aiutarvi nella scelta del settore che è più consono alla tua personalità.

Sono curioso di sentire i vostri pareri, anche contrastanti. Sono aperto anche a suggerimenti su come migliorare e integrare questo articolo.

Avete bisogno di aiuto per la creazione di CV e Cover Letter lavorativi in Inglese, di consulenza lavorativa e career coaching?

Vi raccomando di dare un occhiata ai nostri servizi, offerti nella sezione Servizi di questo blog.

Per questo mi affido ai vostri commenti!

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Come diventare un blogger – Guida pratica 2022

Come diventare un blogger – Guida pratica 2022

INTRODUZIONE

Il blogger è diventata una professione a tutti gli effetti. diventare un blogger, full-time è possibile oggi.

In questa guida voglio infatti illustrarvi, in questa guida pratica, la mia esperienza quasi annuale con tutti gli alti e bassi e ciò che ho imparato fino ad adesso.

Diventare un blogger, richiede dedizione e perseveranza ed è da considerare come una vera e propria forma di imprenditoria.

E’ possibile guadagnare in diversi modi e forme con un blog, ma non c’è da nascondere che è un processo da considerare nel medio-lungo termine.

Guadagnare con un blog è possibile raggiungendo una community ben numerosa che si costruisce nel tempo, costruendo valore attorno ad una particolare nicchia.

Sono numerosi i casi di coloro, che sia in Italia, che ne mondo lavorano full-time e hanno lasciato il loro precedente lavoro dipendente.

Le potenzialità di guadagno con un blog sono infinite e il networking di gente che ti porta a conoscere è pure senza prezzo.

Per parlare ampiamente di questo argomento dividerò il tutto in più sezioni, con l’obiettivo di rappresentare una guida pratica azionabile da parte tutti i nuovi aspiranti blogger.

diventare un blogger

COSA SI FA NEL LAVORO DI BLOGGER?

Il lavoro di blogger è un lavoro che può essere svolto da remoto tramite un pc.

Tra coloro che hanno successo e lavorano a tempo pieno nel loro blog, c’è chi lavora come nomade digitale, viaggiando spesso in diverse nazioni.

Non è richiesto viaggiare, nella maggior parte dei casi o interamente. Tutto dipende da come un blogger preferisce organizzare la propria vita.

Questo lavoro, tuttavia, a detta di molti ti permette un migliore equilibrio vita-lavoro, in quanto è possibile lavorarci anche meno di 20 ore a settimana per mantenere e migliorare l’affluenza sul blog.

Inoltre, non è fondamentale avere conoscenze di programmazione per lavorare come blogger, tuttavia è utile possedere un approccio di apprendimento continuo.

Sono molte infatti le conoscenze che assimilerai lavorando e conoscendo sempre più affondo questo mestiere.

Tra le conoscenze che amplierai, infatti ci saranno quelle di web design e user experience, marketing, social media, SEO e la lista continua…

Sono conoscenze che assumerai nel tempo e che non escludono il fatto che tu possa iniziare, senza possederne alcuna e automaticamente sentirai il bisogno di conoscere volendo ottimizzare il tuo blog.

I guadagni di un blog, come per ogni business, non sono tangibili, in un periodo che va da 6 mesi a 1 anno, ma che progressivamente possono aumentare a dismisura potendo diventare la tua fonte principale di guadagno.

Ci vuole pazienza e dedizione e si consiglia di iniziare questo percorso avendo già un altro lavoro full-time e part-time nel frattempo che i guadagni superino consistemente quelli del lavoro dipendente.

E’ da menzionare anche che questo lavoro , una volta che da i propri frutti economici, può essere organizzato in maniera tale da poter usare i propri guadagni per delegare, i lavori più rognosi a terzi e concentrarsi su cio che ti piace.

diventare un blogger

Puoi addirittura lavorare con alcuni Freelancer per aiutarti a gestire, scrivere contenuti sul tuo blog.

Bisogna menzionare però che oggi, solo il 10% di chi lavora come blog è riuscito a guadagnare una consistente fonte di guadagno.

Questo perché anche se sembra ed è una professione bellissima, è molto impegnativa, specialmente nel primo anno-due in cui ci si inizia.

Molti abbandonano il blogging nel momento in cui dopo 6-8 mesi , non hanno scritto abbastanza e non hanno i visitatori che speravano…

Quindi è da precisare che nonostante potenzialmente possa essere un lavoro molto remunerativo, richiede molto lavoro e dedizione.

EQUILIBRIO VITA-LAVORO

Nonostante nel lungo termine il lavoro di blogger porta un buon equilibrio vita-lavoro, è tuttavia non comune che coloro sviluppano la propria community, hanno lavorato tantissime ore al giorno inizialmente, per creare contenuti di valore.

Molti blogger dichiarano quanto la loro vita sia cambiata, passando da un lavoro dipendente full-time ad un lavoro imprenditoriale dove loro stessi decidono le dinamiche di lavoro.

L’equilibrio vita-lavoro diventa più prominente nel momento in cui il business è ormai stabilito e nel tempo più passivo e parte del lavoro delegato a terzi.

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DA DOVE INIZIARE PER CREARE IL TUO BLOG

Per iniziare a creare un blog di successo è importante decidere informazioni importanti come l’hosting, il dominio da comprare, la nicchia su cui scrivere e quale CMS utilizzare per creare il blog.

Il prezzo di avvio di un blog dipende appunto dall’hosting scelto, dal dominio comprato , dal CMS utilizzato e dalle funzionalità, temi premium comprati e utilizzati per creare il blog.

Un  anno fa, ho iniziato comprando l’hostiong con Bluehost, e ho comprato il dominio corrisberto.it, installato WordPress e customizzato il sito attorno alla nicchia scelta.

Bluehost è una delle soluzioni più valide e allo stesso tempo con prezzi competitivi rispetto ad altri come Siteground.

SCELTA DELL’ HOSTING

La scelta dell’hosting è importante per garantirvi un ottima qualità ed esperienza degli utenti. Tuttavia quando ci si inizia si cerca di risparmiare il più possibile ottenendo un buon fornitore di hosting.

Nel mio caso ho scelto Bluehost, un hosting provider molto raccomandato da molti.

Per quanto riguarda Bluehost, l’abbonamento è di 2.82 euro al mese.

In futuro quando il blog sarà più visitato e necessiterà di più potenza, capacità potrete o fare l’upgrade ad un piano premium, oppure considerare anche altri hosting plan competitivi.

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NON SO PROGRAMMARE, COME COSTRUIRE UN BLOG

Non c’è la minima necessità di saper programmare nel caso tu voglia iniziare a costruire il tuo blog.

Utilizzando WordPress nel tuo sito, potrai anche e semplicemente scegliere un tema di WordPress da modificare in base alle tue esigenze.

Sono presenti all’interno di WordPress, tantissimi temi gratuiti e molto validi per iniziare.

Tuttavia, è possibile comprare temi più professionali su altri siti come per esempio Envato Market.

Quando compri un tema professionale, di solito è presente nel file di readme, anche una guida su come installare correttamente quel tema sul tuo blog.

E’ possibile anche utilizzare web builder all’interno di WordPress, che ti danno più autonomia nel decidere il design del tuo sito.

Nel caso tu volessi assistenza, sia per quanto riguarda il design, che per quanto riguarda settare il tuo sito web su wordpress, puoi trovare professionisti su piattaforme di freelancing come Fiverr e Upwork, che possono svolgere il lavoro per voi in maniera molto economica.

Ci sono altre piattaforme molto importanti da considerare, per creare un blog, oltre a WordPress, che sono in grado di essere utilizzati da chiunque.

Queste piattaforme, sono chiamate Wix e Squarespace. Tuttavia non ho esperienza con questi 2 hosting provider per cui non mi allungherò ulteriormente per parlarne ulteriormente.

 

L’IMPORTANZA DI COSTRUIRE UN OTTIMA HOMEPAGE

Per attirare gente sul proprio sito, è importante che il design del sito sia bello e non fastidioso all’occhio degli utenti.

Il testo deve essere leggibile, le immagini e i bottoni devono rispettare il marchio del tuo blog.

L’esperienza dell’utente è molto importante. Un utente lascia in media un sito nel giro di 3 secondi.

In parole spicciole, hai 3 secondi per attirare l’attenzione di un utente a permanere e visitare ulteriormente il tuo sito.

A tutti coloro che vogliono cimentarsi in questo business, consiglio di pagare un tema premium di WordPress.

Altrimenti, è possibile contattare un esperto da pagare per installarlo e settare il design in base alle vostre esigenze di marchio e nicchia scelta.

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PERCHE’ E’ IMPORTANTE COSTRUIRE UN BLOG PROFESSIONALE SIA GRAFICAMENTE CHE NEI CONTENUTI?

Considera il concetto in questa maniera:

Il design e la professionalità derivata dalla grafica e dalla esperienza sul sito di un utente , rende la persona curiosa dei tuoi contenuti.

Inoltre, se la persona è stata aiutata e ha ottenuto un valore aggiunto dal tuo articolo, lo condividerà e tornerà a leggere nuovi articoli da te.

Dei buoni contenuti sono fondamentali, ma un sito ottimizzato sia dal punto di vista grafico che dei contenuti, sarà un punto a favore nel tuo caso!

Un altro concetto , di cui ne parlerò ulteriormente  di seguito ed altrettanto importante è l’importanza di imparare a fare SEO.

La SEO ovvero, la Search Engine Optimization è la strategia che ti permetterà di essere o meno tra i primi risultati nei motori di ricerca.

 

COSA SAPERE SIN DALL’INIZIO PER MONETIZZARE IN FUTURO UN BLOG?

Personalmente, ho sottovalutato l’importanza di impostare correttamente la barra di navigazione e la facilità di navigazione della stessa.

Conoscere le policy di Google sul menu di navigazione e sui requisiti dei contenuti, sarebbe stato un vantaggio dall’inizio.

Tuttavia sono problemi ce ho risolto nel tempo quando si sono presentati, per consentire di essere accettato per usare i banner di Google Adsense per guadagnare con il blog.

Iniziare con un blog ben organizzato e con buona grafica, all’occhio dell’utente è importante.

E’ anche importante pianificare contenuti di qualità, che realmente possono aiutare potenziali lettori.

Un ottimo articolo, con una buona pianificazione della SEO, può garantire che il tuo blog sarà sempre più visitato!

Non strafare, ma cerca di lavorare costantemente , pianificando gli obiettivi, settimanalmente.

Quanti articoli pensi di poter scrivere settimanalmente? 1, 2 o più?

Di quante parole deve essere costituito minimo, un articolo?

Maturare una buona conoscenza della SEO, insieme alla pianificazione dei contenuti, ti aiuterà a raggiungere la visibilità che desideri.

guadagnare con un blog

LA MIA ESPERIENZA DA BLOGGER NEGLI ULTIMI 9 MESI

Quando ho iniziato a scrivere e a creare in generale il mio blog, non avevo conoscenze dettagliate ne sulla SEO, che su come configurare WordPress, come modificare e installare un tema.

Infatti per la grafica del mio blog ho utilizzato un tema gratuito e poi utilizzato il plugin Elementor per aggiungere nuove sezioni sullo stesso.

Purtroppo il risultato estetico non mi ha soddisfatto. E’ questo il motivo per cui ho contattato un professionista di WordPress , tramite Fiveer.

Gli ho appunto chiesto di creare la grafica del mio sito, di installare un tema professionale con le configurazioni che avevo inserito in quel momento, guardando un po’ tutorial su YouTube.

Lo sviluppo delle mie conoscenze è stato concretizzato vedendo molti video su YouTube da parte di molti blogger italiani e stranieri.

Il mio piano era di scrivere 2 articoli alla settimana per 6 mesi.

Di arrivare a 52 articoli in totale per poi apprezzare i risultati.

LA MIA ESPERIENZA

Nei primi 3 mesi i risultati erano, pochi se non quasi nulli. con circa 100 visite al mese.

Nel quarto e quinto mese le visite uniche nel sito sono esplose raggiungendo anche il picco di 2000 visite al mese.

Un grande risultato che mi ha fatto considerare di inserire i banner di Ezoic sul sito, oltre a quelli che già avevo con Google Adsense.

L’applicazione per inserire gli stessi è stata catastrofica… Google Ad Manager non approvava l’applicazione del mio sito.

Il team di Ezoic quando è stato contattato, mi ha detto che Google non poteva rilasciare informazioni specifiche per il quale il mio sito non veniva accettato.

Ho fatto 1 milione di modifiche leggendo guide sulla privacy e su Google Ad Manger, etc, come consigliato da loro.

Alla fine il modificare il sito, o forse un algoritmo di Google ha catastroficamente e improvvisamente tagliato le visite al sito. Che sono passate da 2000 a 80 al mese.

Attualmente sembra ci siano segni di ricrescita. Ricevo 450 visite mensili, in rapido aumento. (si spera bene).

I miei guadagni tuttavia sono passati da pochi centesimi al mese, a 1 euro e attualmente a 3,50 euro al mese.

Insomma i segnali di guadagno sembrano essere positivi.

guadagnare con un blog

Perché i guadagni aumentano nonostante la riduzione delle visite?

Perché negli ultimi mesi ho scritto articoli targettizzati per keyword con una piu alta CPC. (cost per click).

In termini spiccioli, se scrivi articoli per keyword che hanno un valore troppo basso di CPC, anche i potenziali guadagni dai banner saranno bassi, nonostante il vasto numero di visitatori.

C’è da specificare che il ri-aumento dei visitatori sul sito è avvenuto nonostante non ho più scritto articoli per i passati 4 mesi.

Ora ho scritto un totale di 58 articoli (compreso questo) ed il sito ha un anzianità attuale (A giugno) di 10 mesi.

Aggiornerò questa sezione nel tempo per informarvi di come varieranno le cose in futuro sul mio blog!

Le strategie e le conoscenze maturate in questi 10 mesi hanno comportato un approccio molto più diverso rispetto all’inizio.

La qualità dei miei articoli è migliorata, cosi anche la SEO, e la grafica del sito.

Sento che anche la mia capacità di far crescere il blog in futuro, sia aumentata, grazie alle nozioni che ho imparato ora!

 

COME GUADAGNARE CON UN BLOG?

Si guadagna con un blog in diversi modi:

Vediamo più nel dettaglio

guadagnare con il blog

Mostrare i banner pubblicitari

Per guadagnare sul proprio blog è possibile,  mostrare i banner pubblicitari di Google, Ezoic, AdThrive, etc…

Ogni banner advertiser ha dei propri requisiti per essere accettati e quindi mostrare i banner sul tuo blog.

E’ quindi consigliabile leggere molto attentamente e configurare il proprio blog, per rispettare questi requisiti.

Con le affiliazioni

Le affiliazioni sono dei banner che appunto puoi mostrare sul tuo sito.

A differenza dei banner pubblicitari, puoi guadagnare, una percentuale delle vendite ottenute dagli utenti che hanno cliccato e acquistato il prodotto mostrato.

Per guadagnare con le affiliazioni è importante che il blog abbia migliaia di visite ma che le affiliazioni siano inerenti a quanto proposto nei contenuti dell’articolo e che risolvano per davvero un problema dell’utente.

Vendere i propri corsi nel blog

Nel momento che il blog ha un bacino di utenza elevato, è possibile che si è raggiunti una reputazione tale da poter offrire ai propri utenti corsi o video corsi a pagamento nel proprio blog.

Se il tuo post è di grande valore e di qualità, i vostri utenti potrebbero acquistarlo anche per alcune centinaia di euro!

Moltiplica il costo offerto per il numero di coloro che lo acquistano e immagina solo quanto potresti guadagnarci…

Facendo consulenza

Se la nicchia del vostro sito, per esempio riguarda il marketing e la SEO, puoi offrire agli utenti, la possibilità a pagamento di offrire la tua consulenza oraria .

Vendendo tramite il proprio blog

E’ possibile inserire un e-commerce di prodotti correlati alla vostra nicchia, nel tuo blog.

Se hai un numero di visitatori elevati, sarà possibile che saranno interessati a prodotti della nicchia relativa al tuo blog.

Tramite Guest post

Puoi offrire ad altri blogger di scrivere articoli nel tuo blog, nel caso sia molto visitato, a pagamento!

 

QUANDO E’ CONSIGLIABILE INSERIRE GOOGLE ADSENSE NEL PROPRIO BLOG?

Nel momento in cui si possiedono almeno 10-15 articoli e il sito rispetti le policy e suggerimenti di per mostrare i banner di Google Adsense.

google adsense

L’IMPORTANZA DELLA SCELTA DELLA NICCHIA

Scegliere la nicchia del proprio sito è importante per diversi motivi:

Il primo motivo è che scegliere una nicchia che ci piace e che conosciamo ci motiverà a scrivere tanti contenuti.

Un altro motivo è che, in realtà le alcune nicchie possono farti guadagnare di più rispetto ad altre.

La nicchia della finanza, giardinaggio, informatica e ingegneria sono per esempio buone nicchie, dal punto di vista dei guadagni.

In poche parole, pensatela da questo punto di vista…

Come le aziende possono remunerare mostrando pubblicità nei tuoi contenuti?

Se il tuo sito non parla di nessun prodotto, come pensi che un azienda possa mostrare un banner inerente ai tuoi contenuti?

Quando le vendite derivate da quei banner potenzialmente fanno guadagnare poco l’azienda e con molti click, la pubblicità ti farà guadagnare poco o niente.

Focalizza i contenuti per ottimizzarli anche al mostrare pubblicità dei tuoi contenuti.

 

QUANTE VOLTE DOVREI PUBBLICARE ALLA SETTIMANA PER UN BLOG CHE MI FARA’ GUADAGNARE SOLDI E CHE DIVENTI PIU VISITATO?

Bastano 1 – 2 articoli a settimana.

L’importante è la consistenza e non abbandonare. E’ fondamentale una strategia che mira a essere nella prima pagina delle ricerca nei motori di ricerca.

Senza una strategia, anche scrivendo tanti articoli, manterrà il tuo blog un deserto e la motivazione diminuirà progressivamente.

Tuttavia, va anche bene fare errori e migliorare man mano che ci si pubblica più articoli.

Imparare per errori è molto efficiente ed è quello che fa la maggior parte dei blogger.

Se vuoi imparare in fretta come scrivere articoli di successo, monitora i primi 3 articoli sul motore di ricerca relativi alla tua keyword che hai scelto e cerca di comprendere la struttura e pattern che lo hanno reso di successo.

Come ho anticipato alcuni pattern da considerare, sono la SEO, il numero di parole totale di questo articolo, le immagini, l’ordine, i link verso l’estero e interlink verso altri articoli all’interno dello stesso blog.

La facilità di lettura dell’articolo e il punteggio SEO.

come diventare blogger

QUANTO è IMPORTANTE LA SEO PER GUADAGNARE CON UN BLOG?

A livello numerico ha un considerevole 50% di importanza, dove il resto è rappresentato dalla qualità dei contenuti, facilità di navigare i contenuti nell’articolo e nel blog e la velocità del vostro sito.

Approfondirò in futuro meglio il discorso SEO, per aiutarvi a comprendere come farla al meglio, nel frattempo vi consiglio di leggere e approfondire l’argomento su Google e su YouTube.

 

QUALI SOCIAL MEDIA POSSONO CONTRIBUIRE AD AUMENTARE LE VISITE AL TUO BLOG?

Facebook, instagram, Pinterest, Quora, TikTok, Youtube e Twitter. Utilizzarli in concomitanza , linkandoli tra di loro e con effettivo.

Inizialmente va bene anche iniziare con 1 social media e man mano muoversi gradualmente verso gli altri per non perdere la motivazione ed esagerare con il lavoro che potrebbe portarti al burnout.

MEGLIO CONCENTRARSI SOLO SUL BLOG O NEL COSTRUIRE LA PROPRIA PRESENZA ANCHE NEI SOCIAL MEDIA?

L’importante è iniziare. Non sarebbe affatto sbagliato anche solo concentrandosi al 100% sul blog, inizialmente.

Puoi sempre espandere la presenza sui social media successivamente.

social media marketing

PERCHE’ CONCENTRARSI SOLO NEI CONTENUTI E LA LORO QUALITA’ NEI PRIMI 6 MESI?

In linea generale, scrivere articoli di qualità sin dall’inizio ti permetterà di avere risultati più velocemente rispetto al contrario.

Scrivere articoli di qualità leggermente inferiore può tuttavia aiutarti a comprendere meglio le dinamiche della scrittura e come migliorarti di articolo in articolo.

Non esistono scorciatoie nel blogging, per cui partire col piede giusto ti farà risparmiare tantissimo tempo.

Personalmente ho utilizzato l’approccio dello scrivere e migliorarmi  nel tempo.

Credo sia questo il motivo che, seppure soddisfatto dei risultati, non ho fatto il salto di livello che spero di fare a breve, nel mio blog!

 

PERCHE’ NON TUTTI GUADAGNANO CON UN BLOG?

Il motivo è che il 90% delle persone abbandona il blogging, quando non vedono risultati nel breve periodo.

Diventare un blogger e guadagnare con il blogging, richiede tempo e tanta dedizione.

Inoltre, è sempre più competitivo vincere il rank di Google, e per essere tra i primi devi scrivere i migliori articoli in assoluto, sia in termine di qualità che di SEO.

Non è quindi garantito, che lavorerai full-time come blogger, in quanto devi vincere la competizione, in ogni articolo che scrivi. E la competizione è abbastanza feroce!

perchè non guadagno col blog

L’IMPORTANZA DI AVERE UNA NEWSLETTER

Avere una Newsletter è importantissimo, nel momento che ottieni un bacino di utenza importante.

Questo ti permetterà di poter vendere di più in futuro e di comunicare direttamente con gli utenti più dediti al tuo blog!

Se sei agli inizi puoi riservarti di pensare alla costruzione di una newsletter più avanti nel percorso.

L’importante è iniziare e scrivere molti contenuti di qualità.

Crescere il proprio bacino di utenza a tal punto da dover appunto fidelizzare, gli stessi con contenuti esclusivi, o vendite esclusive!

diventare un blogger

CONCLUSIONE

E’ possibile intraprendere la carriera di blogger e guadagnare importanti cifre.

Tuttavia è da considerare che è un attività da considerare come un vero e proprio business.

La pianificazione del lavoro di un blogger è un attività che richiede un approccio a medio lungo termine.

Spero che questo articolo abbia dato le nozioni di base per permettervi di comprendere come aprire a guadagnare con un blog.

Avete bisogno di aiuto per la creazione di CV e Cover Letter lavorativi in Inglese, di consulenza lavorativa e career coaching?

Vi raccomando di dare un occhiata ai nostri servizi, offerti nella sezione Servizi di questo blog.

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Da Marketing Specialist a Nomade digitale – Luca Mussari

Da Marketing Specialist a Nomade digitale – Luca Mussari

In questo articolo voglio condividere con tutti voi la storia di Luca Mussari.

La sua storia è molto interessante sia dal punto di vista della sua formazione che sul percorso di carriera intrapreso.

Luca è un ragazzo che non solo ha lavorato e vissuto all’estero, ma ha cambiato carriera e ultimamente è diventato un nomade digitale.

È stato davvero gentile nell’accettare questa piacevolissima intervista.

Penso sia una storia molto interessante e come in questo blog, il mio scopo è appunto quello di condividere queste esperienze e storie d’ispirazione, le quali purtroppo spesso mancano sul web.

Ho conosciuto Luca per caso leggendo un suo post su Twitter dove condivideva un post sui benefici del lavorare in modalità Smart Working.

Luca ha un canale YouTube, dove racconta la sua storia, di come ha cambiato vita, vivendo all’estero e diventando come ultimo step un nomade digitale.

Ho conosciuto meglio Luca vedendo i suoi YouTube video e vi darò una breve panoramica di lui prima di fargli la vera e propria intervista.

INTRODUZIONE: CHI E’ LUCA?

nomade digitale

 

Luca è un ragazzo calabrese che ha studiato Lettere Moderne e si è laureato inizialmente in Italia, all’Università La Sapienza di Roma.

A causa delle scarse opportunità in tale settore in Italia, ha deciso di trasferirsi in Inghilterra per lavorare.

Vivere in Inghilterra e specificamente a Londra lo ha portato a intraprendere diversi percorsi di vita e carriera.

Ha studiato un master in Marketing e successivamente ha avuto l’opportunità di lavorare per una delle aziende internazionali più di successo.

Oggi Luca si è invece messo in proprio ed è diventato un nomade digitale.

Luca è un esempio di un ragazzo che si è costruito da zero per raggiungere obiettivi di vita e carriera di grande ispirazione per molti di voi che ci stanno leggendo!

Inizio subito nell’intervista, con il ringraziare Luca per il tempo prezioso dedicato.

INTERVISTA

“Ciao Luca, grazie per essere qui, puoi spiegarci, innanzitutto, perché hai deciso di trasferirti in Inghilterra, invece di trovare lavoro a Nord Italia, come fanno molti provenienti dal sud? “

Inizialmente sono partito dalla Calabria per Roma.

Partendo da un piccolo paesino di 500 abitanti, a una grande città come Roma, mi sembrava già che fosse un grande cambiamento.

Un posto gigantesco dove crescere come persona e imparare nuove cose.

Quando ero bambino avevo il sogno di diventare giornalista, per cui ho studiato a Roma all’università di lettere. Avevo anche un blog da piccolo che si chiamava “disappunti di vista”(ride)

Realizzai che nonostante ci fosse la blogosfera, volevo diventare un giornalista per giornali importanti.

Mi resi conto che era un circuito chiuso e in cui è molto difficile entrarci e andai in crisi.

A 3 esami dalla laurea, volevo quasi abbandonare l’università a causa di questa crisi.

Grazie all’incoraggiamento di amici e familiari ho persistito fino alla fine.

Nel frattempo, durante gli studi, per mantenermi facevo diversi lavori a Roma, per esempio, lavoravo come doorman per negozi di lusso.

Con tutto il rispetto per il lavoro che facevo, era molto faticoso, soprattutto perché non era semplice studiare e lavorare allo stesso tempo.

In realtà il pensiero di andare a nord c’era, però non avendo esperienza di lavoro, non avrei saputo cosa fare con la mia laurea li.

Essendo un grande appassionato del rock e non conoscendo la lingua inglese, l’idea di andare in Inghilterra per acquisire nuove esperienze e skills linguistiche mi intrigava molto.

nomade digitale

 

“Come hai programmato il tuo trasferimento, non avendo trovato in anticipo un lavoro prima di trasferirti?”

 

Sono partito peraltro con i risparmi accumulati, risparmiando durante il periodo di studi/lavoro.

I miei genitori non erano inizialmente d’accordo su questa partenza alla cieca.

Sono partito, arrivo a Londra e i primi 3 giorni, mi sono concentrato a mandare curriculum a diversi ristoranti a Londra.

Il terzo giorno sono stato chiamato per un colloquio ad un ristorante Giapponese e dopo soli 4 giorni ho trovato lavoro  come cameriere presso questo ristorante.

Ho lavorato molto duro, per 8 mesi in questo ristorante molto conosciuto in Baker Street (un giorno venne a trovarci addirittura il figlio di Paul McCartney) e rimasero molto contenti del mio lavoro.

“Come è stato vivere a Londra e cosa pensi possa offrire di diverso ad un Italiano in termini sociali, culturali, lavorativo e soprattutto umano?”

 

Sono partito con i risparmi accumulati, risparmiando durante il periodo di studi/lavoro.

I miei genitori non erano inizialmente d’accordo su questa partenza alla cieca.

Sono partito, e appena arrivato a Londra, per i primi 3 giorni mi sono concentrato a mandare curriculum a diversi ristoranti nel centro di Londra.

Il terzo giorno sono stato chiamato per un colloquio ad un ristorante giapponese e dopo soli 4 giorni ho trovato lavoro  come cameriere presso questo ristorante.

Ho lavorato molto duro, per 8 mesi in questo ristorante molto conosciuto in Baker Street (un giorno venne a trovarci addirittura il figlio di Paul McCartney) e rimasero molto contenti del mio lavoro.

nomade digitale

“Su YouTube hai detto di aver intrapreso gli studi universitari, in Inghilterra, nel settore del Marketing. Come è avvenuto tutto ciò?”

Dopo circa 7 mesi di lavoro per questo ristorante giapponese, ho iniziato a pensare di voler fare progetti più solidi.

Iniziai a studiare digital marketing online e soprattutto mi piaceva approfondire temi come la la Search Engine Optimisation (SEO).

Iniziai anche a mandare curriculum con la speranza di trovare lavori entry level nel settore marketing, anche non avendo ancora nessuna esperienza e educazione specifica nel settore.

Andai in diversi centri di impiego, che in Inghilterra peraltro funzionano molto bene.

Mi fecero appunto capire che per entrare in questo campo era importante avere esperienza nel settore (che non avevo ancora) e/o certificazioni, lauree completate in Inghilterra.

Non avendo né l’opportunità di fare esperienza, né avendo studiato marketing in Inghilterra, iniziai a pianificare e strategizzare sul cosa fare.

Decisi così di provare a iscrivermi all’università.

Mi resi conto che uno dei requisiti per accedere all’università era la certificazione IELTS con un punteggio minimo di 6.0.

Mi misi a studiare e, con un po’ di impegno, riuscii in un mese a passare l’esame richiesto, prendendo questo certificato.

Questo mi permise così di fare richiesta per entrare in 4 università ed essere accettato in tutte e 4.

Fu così che iniziai a studiare il master full time per 1 anno a Londra, che in Inghilterra corrisponde alla laurea specialistica italiana.

Rimasi molto soddisfatto da questo percorso di studi, super pratico e mi resi conto di essere pronto al mondo del lavoro, subito dopo aver completato il master.

Aver imparato l’inglese, mi ha permesso di fare per conto mio corsi online molto buoni sulla Search Engine Optimisation (SEO) ed imparare molte cose che mi permisero di trovare lavoro nel settore.

nomade digitale

“Come è stato iniziare a lavorare dopo aver completato il percorso di studi e quali esperienze significative vorresti raccontarci?”

 

Trovai immediatamente lavoro, in una società di finanza, nel settore delle criptomonete, e questo mi dette molta  fiducia in me stesso.

Da sottolineare, è il fatto che avevo fatto altri colloqui, come per l’azienda Oneplus,e tantissime altre aziende, dove avere un lavoro entry level era competitivissimo.

Questo per dire che Londra è molto competitiva nella ricerca di talenti.

L’azienda dove lavoravo mi dette molta fiducia e dopo 7 mesi , imparai così tanto, che portai uno dei siti da 0 a produrre più di 50 mila pounds a settimana, implementando la mia prima strategia di Search Engine Optimisation (SEO) per il sito multilingua che stavo gestendo al tempo.

Decisi perciò di intraprendere una nuova esperienza con un altra azienda, per appunto migliorare ancora di più le mie competenze ed esperienze.

Iniziai a lavorare per un’azienda di marketing di nome Mindshare, dove avevo il compito di gestire l’account di Apple, il più grosso cliente che avevano.

Mi ritrovai a fare SEO con la Apple.

Mi ritrovavo nella stessa stanza con il capo dipartimento SEO a livello globale di Apple, che era super emozionante per me al tempo.

Entravamo spesso nella sede Apple di Londra che era fichissimo.

Dopo 10 mesi, fui anche promosso come account manager per il cliente Apple, a livello globale.

Lavorai per un altro anno per la stessa azienda e la mia ambizione continuava a crescere.

Dopo 1 anno però, volevo fare nuove esperienze significative e decisi di guardarmi attorno.

Applicai per la Virgin Media, un’azienda di telecomunicazioni inglese di 40 mila persone e lavorai per loro come capo del dipartimento SEO, .

Nell’ambiente corporate però notai molta più politica e meno libertà nel prendere decisioni, così entrai in crisi nel comprendere cosa fare della mia carriera.

Dopo aver lavorato per qualche tempo, cercai di comprendere se voler lavorare per una startup o per una corporate.

Iniziai a lavorare per Marks & Spencer, gestendo la SEO dell’area internazionale.

Lavorai qui per circa 6 mesi. Trovai lo stesso ambiente corporate, con molta politica che non mi piaceva.

Andai in crisi, ed ad un certo punto stavo così male da non dormire spesso la notte perché non sapevo cosa fare, se continuare o lasciare l’azienda.

Mi dimisi, nonostante non avessi un piano alternativo inizialmente, ma lo feci per preservare la mia salute mentale.

Decisi cosi di mettermi in proprio come Freelancer e trovai subito clienti, grazie ai contatti con le precedenti aziende e con colleghi che lavoravano lì.

lavoro agile

“Come ti è venuta l’idea di metterti in proprio e come hai affrontato questo percorso?”

Iniziai ad approfondire il concetto di nomadismo digitale e mi piaceva sempre di più l’idea di lavorare viaggiando il mondo.

Fù cosi che lasciai Londra e partìì per Madeira in Portogallo.

In questa città, la temperatura era di 21 gradi tutto l’annoinsomma un sogno per me Io e la mia ragazza non volevamo fare altro che scappare in un posto caldodopo 6 anni a Londra.

Sono stato inizialmente a Madeira e dopo a Tenerife.

Fu proprio a Madeira che iniziò l’idea di aprire un canale YouTube, dove avere l’opportunità di condividere questo bellissimo stile di vita.

Dopo la pandemia, ho notato in prima persona i benefici di lavorare in modalità Smart Working.

Nel mio canale mi piace condividere la mia esperienza e dare consigli di finanza personale, sul come guadagnare online, diventare un Freelancer o un nomade digitale.

Tutto ciò con lo scopo di aiutare più persone possibili.

Ogni esperienza è un’opportunità per imparare nuove abilità e per crescere come persona.

Lavorare per  un’azienda corporate, limitava le mie possibilità di esprimere la mia creatività.

Inoltre, lavorare per un’azienda del genere richiede molta strategia, politica e stress per scalare fino alla vetta.

Sei pagato per fare il lavoro che ti viene richiesto dal tuo capo che ti ricorda continuamente la differenza di livello con te , spesso limitando la tua creatività.

Nel freelancing, invece, sei un partner e sei trattato come tale dal cliente.

Ci si viene considerati degli esperti e anche se il lavoro può sembrare più instabile inizialmente, si è trattati allo stesso livello con coloro che richiedono i tuoi servizi.

Col tempo, mi sono reso conto che per me è più importante vivere una vita felice, con uno stile di vita che si addice alla mia persona, piuttosto che fare tanti soldi ma non essere felice e perennemente stressato.

Ho deciso di vivere come nomade digitale, vivere come minimalista e godermi la vita.

I soldi arrivano nel tempo così come le soddisfazioni, come è giusto che sia.

 

lavoro agile

“Come hai gestito a livello tassativo, lavorare e vivere come nomade digitale?”

 

Allora, io adesso sono residente in Inghilterra ancora.

Secondo la legge inglese, devi stare 1 mese fisicamente e  pagare inoltre 3 mesi di affitto per non perdere la residenza fiscale.

Ad un certo punto, infatti, dovrò tornare in UK per non perdere la residenza fiscale. Quindi penso di andare in una città molto economica, come Blackpool.

In futuro, pianificherò meglio dove voler spostare la sede della mia azienda, non in base alla tassazione, ma in base a dove voler spendere fisicamente più tempo.

Sei autonomo di decidere come gestire la tua situazione fiscale, come freelancer nomade digitale, mentre, quando lavori per un’azienda, avendo firmato un contratto, lo stesso ti vincola a tenere in considerazione normative che è necessario seguire molto attentamente.

Lavorare come nomade digitale è bello per alcune tipologie di personalità. Se per esempio però sei una persona tradizionalista e con famiglia o ti piace essere una persona stabile e vivere con la famiglia nella tua città, probabilmente questo non farebbe per te.

 

“Come gestisci la differenza di ora legale, rispetto ai clienti che ti contattano da oltre oceano?”

 

La fortuna è di avere clienti che sono molto flessibili, in cui è semplice decidere un orario conveniente per entrambe le parti.

Il problema diventerebbe leggermente maggiore nel caso in cui i cambi orari fossero estremi. Per ora riesco a gestire bene con il cliente la questione di tempistiche.

Ci sono pro e contro da tenere in considerazione quando si lavora come freelancer e questo è una delle sfide che è necessario affrontare.

“Hai mai pensato di tornare definitivamente in Italia? Cosa ti ha prevenuto dal farlo?”

nomade digitale

 

C’è stato un momento. Fu il momento prima di diventare un nomade digitale, in cui ci ho pensato seriamente.

Soprattutto per le convenienze tassative che ne derivano, con la legge, appunto sul ‘rientro dei cervelli’.

La cosa simpatica è che questa legge è partita dalla legge Beckham, che interessava i calciatori che giocavano in altre nazioni, per poter far pagare a loro meno tasse.

Questa legge fu poi estesa a tutte le categorie lavorative, denominate appunto, per il rientro dei cervelli.

Ormai però, essendo stato un espatriato per tanto tempo è difficile pensare di tornare.

Quando si esce dal proprio guscio, diventa più difficile pensare di tornarci, col tempo.

Al momento non è una cosa che mi motiva abbastanza, ad essere completamente onesti.

È brutto da dire, ma al momento, sento una tensione in Italia, che capisco, dato le difficoltà occupazionali, economiche e politiche.

Però sento questa tensione, che per me, è personalmente tossica.

A me piace essere in un ambiente positivo, ecco perché mi piace conoscere gente, viaggiare ed essere un nomade digitale.

Non so cosa succederà in futuro.

Non escludo che, dopo essermi stancato di viaggiare potrei anche tornare in Italia.

In realtà anche in Inghilterra, a volte c’è questa tensione, ma da un diverso punto di vista.

Le persone parlano spesso solo di lavoro, carriera, di quanto ci si guadagna, che non è bello nemmeno ascoltare continuamente, soprattutto quando ci si esce dal lavoro per spensierarsi.

 

“Quanto ti è voluto per poter lavorare full time in proprio e quali sono le abilità che ti hanno permesso di fare ciò?”

 

In realtà abbastanza presto. Lavorando per molte aziende, ho creato nel tempo i miei contatti.

Mentre lavoravo, in realtà pianificavo sempre il mio piano di fuga, che mi avrebbe portato in futuro al nomadismo digitale.

Una cosa in realtà che è molto importante e che consiglio a tutti, quando ci si vuole mettere in proprio è di non chiudersi ed evitare di dire agli altri cosa si sta facendo.

È importante vocalizzare il fatto che si è passati a lavorare in proprio, perché apre tante opportunità.

Ricordo che quando lo feci io, scrissi su Linkedin che avevo lasciato il mio lavoro e che mi ero messo in proprio.

Quel post andò molto bene. Ebbi un centinaio di likes e commenti. Proprio da questo post, ottenni dei clienti con cui attualmente lavoro ancora.

 

“Cosa consiglieresti a quei ragazzi interessati a dare una propria svolta nella loro carriera? Cosa comporta e quante difficoltà hai trovato nel mettersi in proprio?”

Esporsi ed essere coraggiosi. Essere più aperto con le persone porta molte opportunità.

È importante farsi molta promozione. Se non si promuove se stessi, si resta invisibili al mondo.

lavoro agile

CONCLUSIONE

 

Grazie Fabio per il tuo prezioso tempo.

Raccontare la tua esperienza è molto importante per molti italiani. Dalla storia che abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare possiamo comprendere molte cose.

Avere successo nella vita e trovare la propria dimensione è possibile.

È importante pensare alla propria vita  e carriera e basarla sulla propria personalità.

La giusta dimensione è soggettiva.

Per raggiungere i propri obiettivi di vita e carriera, tuttavia, serve determinazione e pianificazione.

Con impegno è possibile disegnare la vita che desideriamo.

Luca è un esempio di tutto ciò.

Auguro il meglio a Luca per il suo futuro da nomade digitale.

Come precedentemente accennato Luca è oggi in proprio. Lavora come SEO Consultant e offre diversi servizi nell’area marketing.

Qui di seguito gli altri Social media dove trovarlo:

Content Creation (Nomadismo digitale, freelancing, finanza personale e viaggi)

SEO Coaching per Aspiranti Professionisti SEO e Consulenza SEO per Aziende 

 

Avete bisogno di aiuto per la creazione di CV e Cover Letter lavorativi in Inglese, di consulenza lavorativa e career coaching?

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Migliori agenzie di lavoro – Le top 5 scelte motivate 2022

Migliori agenzie di lavoro – Le top 5 scelte motivate 2022

INTRODUZIONE

In questo articolo voglio spiegarvi in dettaglio quali sono le migliori agenzie di lavoro nel 2022.

Conoscere quali sono le agenzie di lavoro più importanti è utile per cercare lavoro in target alla nostra educazione, esperienze e aspirazioni.

Sono presenti online molti siti dove è possibile cercare lavoro e mandare il proprio curriculum.

Tuttavia, affidarsi ad un agenzia è utile perché un professionista dell’ HR può presentare al meglio la vostra candidatura.

Nonostante ciò, è consigliabile mandare anche il proprio CV online alle aziende autonomamente.

Questo può aumentare le probabilità di successo.

Affidarsi ad un career consultant (consulente di carriera) è molto utile a questo scopo.

Anche nel caso in cui voleste preparare un curriculum appetibile per lavorare all’estero, questo e’ vitale.

A tal proposito vi raccomando un esperto consulente specializzato per aiutarvi a preparare curriculum e lettere di presentazione in lingua inglese.

Vi lascio questo contatto QUI.

La scelta di un agenzia, dipende dal settore lavorativo a cui ambite di lavorare.

Spesso ci sono agenzie specializzate nel reclutare in specifici settori, come ad esempio nel settore informatico, sanitario, ecc.

QUALI SONO LE MIGLIORI AGENZIE DI LAVORO?

migliori agenzie di lavoro

Le migliori agenzie di lavoro professionali sono le seguenti:

The Adecco Group:

E’ rinominata come la prima agenzia più importante nel settore di reclutamento. Ha oltre 35 Mila impiegati in oltre 60 paesi nel mondo.

Si occupa della selezione di candidati in tutte le divisioni lavorative.

E’ la prima al mondo anche per fatturato annuo.

 

Spring professional:

È un agenzia internazionale presente in 12 paesi e facente parte della “The Adecco Group” il quale l’ha acquisita nel 2009.

Si occupa della selezione di personale qualificato.

E’ un agenzia molto efficientemente a stretto contatto con il cliente.

Ho personalmente trovato lavoro grazie a questa agenzia e sono rimasto entusiasta dalla loro professionalità.

 

GiGroup:

E’ un agenzia internazionale presente in 57 paesi del mondo.

Si occupa di reclutare impiegati per tipologie lavorative temporanee, part- time, full-time ma anche ricerca di personale manageriale, formazione e aiuto alla ricollocazione e al cambio di carriera.

Una grande agenzia a cui affidarsi per essere seguiti in tutte le fasi di lavoro.

 

Randstad:

E’ un agenzia olandese molto presente anche in Italia.

È molto efficiente sia dal punto di vista del fornire eccellenza ai candidati, che del sostegno dell’ambiente, alla cancellazione degli archivi del candidato per rispettare la sua privacy.

E’ molto puntuale e ci tiene ad aggiornare i candidati durante tutto il processo di selezione.

In Italia è presente in 6 filiali.

È presente in 39 nazioni con oltre 4800 filiali e 34800 impiegati secondo i dati risalenti al 2020.

 

Manpower Group:

È nata negli Stati Uniti nel 1948 e conta 2800 uffici in 80 paesi.

Anche questa agenzia di lavoro è tra i leader nel settore di reclutamento, formazione e consulenza per le aziende.

Di questa società fanno anche parte le agenzie di reclutamento Manpower, Experis e Talent Solutions.

 

CHE DOCUMENTI SONO RICHIESTI DALLE AZIENDE?

migliori agenzie di lavoro

Le aziende di reclutamento richiedono ai candidati un Curriculum aggiornato con l’educazione e tutte le esperienze lavorative.

Questo servirà per comprendere quali posizioni possono soddisfare i vostri requisiti.

Il tuo profilo verrà fatto combinare con quelli affini alle keyword segnalate sul vostro CV.

È per questo che è importante familiarizzare a creare correttamente il proprio CV.

E’ richiesto e incoraggiato inoltre, in particolari situazioni una lettera di presentazione.

Nel punto di selezioni le aziende di reclutamento utilizzandos oftware che scannerizza automaticamente per trovare se il cliente soddisfa o meno i requisiti per una specifica posizione.

 

CHE DOMANDE CHIEDERE AL RECRUITER?

È utile innanzitutto chiedere informazioni dettagliate riguardo al:

– Nome azienda: Per visionare in autonomia le informazioni sull’azienda, la Mission, la cultura aziendale e le condizioni lavorative eventualmente tramite recensioni su internet. (per esempio Glassdoor)

– Esperienza richiesta: Se cercate il vostro primo impiego, ma l’esperienza richiesta è di minimo 3 anni, chiederei al reclutatore di aggiornarsi su tale informazione.

(Meglio allinearsi sull’aspettativa di esperienza dall’inizio per non rischiare di pentirsene troppo tardi).

– Responsabilità e mansioni svolte nel lavoro proposto: Sono le responsabilità, mansioni lavorative, quelle ricercate da te? E’ per rendersi conto appunto se le mansioni svolte soddisfano i tuoi requisiti e competenze attuali.

 

COSA PREPARARE IN ANTICIPO PER AIUTARE IL RECRUITER?

migliori agenzie di lavoro

E’ molto utile trovare dalle 3 alle 5 posizioni a cui si è interessati e farle presente al recruiter.

Inoltre è molto d’aiuto fare presente del nome della posizione lavorativa e del settore desiderato.

Non essere troppo generico, analizza e cerca di comprendere in quale posizione e mansioni vorresti lavorare nello specifico.

Aiuterà molto a targettizzato la scelta in lavoro più adeguati a voi .

Nel caso ci si ha aspettative di stipendio è importante  comunicarle sin dall’inizio.

E’ inoltre utile fare presente se ci si vuole lavorare per un azienda internazionale o di piccole – medie dimensioni.

Notificare altre informazioni tra cui Il luogo di lavoro , la volontà di viaggiare o meno, le condizioni di lavoro. ( Smart Working, part time, full time, reperibilità ecc.).

 

QUALI CRITERI PER SCEGLIERE UN AGENZIA

Controllare i siti delle agenzie stesse.

Le agenzie più grandi hanno maggiori connessioni aziendali e database di lavoro su cui confrontarsi.

Questo vale soprattutto se stai applicando alla tua prima esperienza lavorativa.

Nel caso si è in contatto con agenzie specializzate nel vostro settore, è meglio focalizzarsi su quelle, che in agenzie più generiche.

E’ necessario informare il reclutatore se si necessita di trovare posizioni in base alla propria esperienza , desiderio o in base alla vostra competenza.

Questo è importante per non rischiare di essere venduti a posizioni che non sono affini a voi ma che possono garantire al RECRUITER risultati per loro stessi.

(i recruiter hanno loro stessi degli obiettivi da raggiungere in termine di successi nell’incontrare la domanda con l’offerta).

 

CONCLUSIONE – Le migliori agenzie di lavoro

migliori agenzie di lavoro

Spero che questo articolo sia utile a trovare la migliore agenzia di lavoro.

Inoltre è utile comprendere anche come massimizzare l’efficienza di comunicazione con le stesse.

Questo vi aiuterà a ottenere il massimo dei risultati quando contatterete le agenzie stesse.

Vi rinnovo per questo a contattare un consulente di carriera per aiutarvi e guidarvi in tutto ciò.

Avete bisogno di aiuto per la creazione di CV e Cover Letter lavorativi in Inglese, di consulenza lavorativa e career coaching?

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Quali sono state le vostre esperienze con le agenzie di reclutamento e quali sono i consigli che vorreste aggiungere in base alla vostra specifica esperienza?

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Partita iva online – La guida completa per l’imprenditore

Partita iva online – La guida completa per l’imprenditore

INTRODUZIONE

In questo articolo voglio spiegarvi come aprire una partita iva online.

Questo articolo è nato innanzitutto , per colmare la curiosità di comprendere come aprire una partita iva

Vi consiglio la consultazione di un commercialista, prima di aprirla in quanto, la scrittura di questo articolo è basato solo su ricerche approfondite sul web piuttosto che dalla mia esperienza.

Questo articolo coprirà tutto ciò che è importante sapere.

E’ molto importante comprendere la procedura, ma anche le opzioni disponibili.

Andiamo subito in dettaglio a comprendere cosa, come, quando e perché, aprire una partita iva online.

partita iva online gratis

QUANDO è MEGLIO APRIRE LA PARTITA IVA ONLINE?

Bisogna aprire una partita iva nel caso in cui il lavoro che svolgete non è occasionale ed è duraturo.

Se il lavoro, si svolge 1 mese si e due no, ma è l’unica attività svolta, allora è necessario aprire la partita iva.

Per comprendere bene quando è obbligatorio aprire la partita iva, è necessario  capire  il significato di lavoro occasionale e ciclico .

Occasionale significa appunto, che non è svolta continuamente.

Ciclica che non viene svolta negli anni ciclicamente.

Tenete presente che:

  • Se un attività è svolta per più di 2,5 giorni al mese o per più di 30 giorni l’anno è necessario aprire la partita iva.
  • Un attività svolta per più di 30 giorni l’anno non è più considerata occasionale.
  • Se la prestazione è svolta in media meno di 30 giorni l’anno, ma il costo della prestazione e superiore a 5000 euro, ci si deve comunque aprire la partita iva.

 

partita iva online

 

QUALI SONO LE TIPOLOGIE DI PARTITE IVA PRESENTI?

i regimi di partita iva possibili sono i seguenti:

  • FORFETTARIO
  • ORDINARIO SEMPLIFICATO
  • ORTDINARIO

Il regime forfettario può essere richiesto nel caso in cui:

  • I guadagni annui lordi non superino i 65 mila euro
  • Non ci sono state più di 20 mila euro di spese per i propri dipendenti o collaboratori (art. 1, comma 692, legge n. 160 del 2019)
  • Nel caso in cui non si sono conseguiti redditi di lavoro dipendente o pensioni superiori ai 30 mila euro

il terzo punto non sarebbe più un ostacolo, Nel caso ci si fosse dimessi o licenziati

Nel caso ci si guadagna oltre i 65 mila euro lordi, ci si rimane nel regime forfettario con l’obbligo di passare al regime ordinario nell’anno successivo.

La tassazione del regime forfettario è del 5%,per i primi 5 anni di attività nel caso:

  1. Sia dimostrabile che non ci si è svolta nessuna attività imprenditoriale nei precedenti 3 anni (nel caso si è aperti la partita iva in questo range di tempo ci si deve verificare lo svolgimento dell’attività stessa)
  2. Che l’attività attuale non è la prosecuzione della precedente
  3. Nel caso della prosecuzione di un attività altrui con ricavi inferiori ai 65 mila euro.

In altri casi specifici la tassazione è del 15%.

Con la nuova legge del bilancio 2022 è stata introdotta l’obbligatorietà degli imprenditori, di effettuare la fatturazione elettronica.

Nel caso, dopo essere passati al regime ordinario, si guadagna meno dei 65 mila euro , è possibile rientrare nel regime forfettario, dopo 2 anni dall’applicazione al regime stesso.

CHI NON PUO’ ACCEDERE AL REGIME FORFETTARIO?

partita iva online

  • Coloro che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’importa
  • I soggetti non residenti in italia  e non nell’ unione europea o coloro che non fanno parte all’accordo sullo spazio economico europeo
  • Coloro che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni degli stessi, terreni edificabili, etc.(ved legge bosetti)
  • Gli esercenti di attività di impresa, che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività

Il regime ordinario semplificato (Regime delle imprese minori)

Da fare nel caso di società di persone, di persone fisiche ed enti non commerciali.

A differenza del regime forfettario i limiti dei ricavi sono fino a 400 mila euro(nel caso di prestazioni e servizi) e 700mila negli altri casi.

Il regime contabile semplificato comporta la tenuta dei;

  • Registri iva
  • Libro cespiti (Registri dei beni strumentali e ammortizzabili )

Sono esclusi invece le il libro della Gestione Patrimoniale ed il Libro Giornale

(parte più corposa presente nel regime non semplificato)

QUALE REGIME CONVIENE DI PIU’?

partita iva online

In pratica dipende dalla situazione di partenza.

In generale il regime forfettario sarà più conveniente nel caso siete agli inizi.

Nel caso non sostenete molte spese detraibili come per esempio lo sarebbero quelli di assicurazione, mutui, etc..

Questo perché non sono detraibili  nel regime forfettario (solo l’INPS è detraibile, se versata).

Nel regime forfettario paghereste un aliquota di solo il 15% ed in alcuni casi anche del 5%.

Prevede molta meno documentazione obbligatoria da presentare.

Con il regime forfettario non è tuttavia possibile detrarre le spese, a parte l’INPS.

Inoltre il regime forfettario è positivo anche perchè, non ci si addebita l’iva in fattura ai propri clienti e nemmeno la detraggono sugli acquisti.

Il regime ordinario, tuttavia, potrebbe mostrarsi conveniente nel caso ci si hanno molte spese detraibili.

Tuttavia questo regime, anche avendo lo svantaggio di una pesante burocrazia e registri da presentare, ti da la possibilità di detrarre spese anche molto significanti.

 

SPESE DI DETRAZIONE REGIME ORDINARIO

E’ possibile, per esempio detrarre il 100% di molti costi.

Per esempio i corsi di formazione, aggiornamento professionale (fino a 10 mila euro).

il costo per i software gestionali, attrezzatura personale, cancelleria e valori bollati.

La detrazione dei costi è è valutata tramite il principio di effettività, inerenza e congruità.

Per fare ciò, quindi è necessario dimostrare con le fattura la congruità a questi principi.

Sono detraibili infatti i costi di utenze, affitto, luce, parte della manutenzione, spese condominiali e altri costi per acquisto di servizi e beni.

Nel caso l’ufficio corrispondesse all’abitazione dell’imprenditore, le spese sono detratte al 50%.

Per quanto riguarda i beni deducibili, questi sono divisi :

  • in quelli con costo maggiore di 516,46 euro
  • Quelli con costo minore o uguale a 516,46 euro

Per quanto riguarda gli autoveicoli, motocicli e ciclomotori, sono deducibili al 20% per professionista.

In questo ricadendo nella soglia maggiore di 516,46 euro non può essere dedotto completamente nello stesso anno.

Può invece essere ammortizzato in quote pari e ripartite per ogni anno.

Nel caso il costo è minore o uguale a 516.46 può essere dedotto totalmente in quell’anno.

 

QUANTO COSTA APRIRE LA PARTITA IVA

partita iva online gratis

 

REGIME FORFETTARIO

Il costo prevede l’aliquota sostitutiva IRPEF e IVA al 5 % nel caso ci soddisfa determinate condizione, come descritto già sopra.

Questo vale fino ai 5 anni.

Successivamente dopo il sesto anno, arriva al 15%.

Per quanto riguarda l’INPS i contributi dipendono dall’attività svolta.

In particolare:

  • Gli imprenditori iscritti alla Gestione separata INPS (Senza cassa)
  • Coloro iscritti con Cassa Previdenziale
  • Commercio
  • Artigianato

Gli imprenditori che fanno parte delle categorie di lavori non regolamentate da un albo, sono generalmente gestite con la Gestione separata INPS (senza cassa) se i loro ricavi superano i 5000 euro annui.

La contribuzione INPS per coloro, che sono iscritti alla gestione separata INPS è del 25.72%.

Per quanto riguarda le professioni, che invece,sono regolamentate da un albo, devono obbligatoriamente iscriversi alla Cassa Previdenziale.

Gli imprenditori devono versare, per ogni prestazione fornita, dei contributi soggettivi e oggettivi aggiuntivi.

La contribuzione INPS, per coloro iscritti alla cassa previdenziale è del 24%.

Lo stesso vale per la contribuzione degli imprenditori nella categoria Artigianato e Commercio.

La contribuzione complessiva è del 24% se si ha oltre 21 anni e del 21% se si ha meno di 21 anni.

Gli artigiani e commercianti nello specifico, possono richiedere una riduzione del 35% dell’ INPS.

Le altre contribuzioni sono tutte incluse nel 5-15% spiegato inizialmente dove sono appunto incluse tutte le altre contribuzioni.

 

REGIME ORDINARIO SEMPLIFICATO

regime forfettario

La tassazione è stabilita dalla legge del bilancio 2022 nel regime ordinario e si basa sulle seguenti aliquote IRPEF:

  • 23% fino ai 15 mila euro
  • 27% dai 15 ai 28 mila euro
  • 38% dai 28 ai 55mila euro
  • 41% dai 55 mila ai 75 mila euro
  • 43% dai 75 mila in su

Il modo in cui funziona il pagamento è in base alla classe come rappresentato qui sopra.

Nel caso in cui guadagni 35000 euro, dovrai pagare il 23% su 15 mila euro. Sul restante, invece, il 25%.

Il reddito imponibile è calcolato nel regime ordinario, in modo tale che è possibile scaricare le spese sostenute per il business stesso.

Questo porterebbe appunto a ricevere parzialmente sotto forma di sconto parte delle tasse pagate.

All’IRPEF si deve aggiungere per le imprese più strutturate l’IRAP (3,90%) e addizionali comunali( 2-3% )

 

COME APRIRE LA PARTITA IVA ONLINE

regime forfettario

Per aprire la partita iva online è necessario scaricare e compilare un modulo AA9/12, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Questo modello può essere scaricato, stampato e compilato per essere successivamente portato alla Agenzia delle Entrate.

Oppure può essere compilato online tramite il software del sito dell’agenzia delle entrate a questo link.

In questo caso , puoi comunque potresti inviare il modulo telematicamente, registrandosi al Fisconline, nel sito dell’agenzia delle entrate, oppure stamparlo e inviarlo all’agenzia delle entrate di persona.

La partita iva viene aperta ricevendo un Codice Ateco di 11 numeri.

I primi 7 riguardano l’attività del contribuente, mentre gli ultimi 3 riguardano il codice identificativo dell’agenzia delle entrate.

 

SERVIZI UTILI PER GESTIRE ATTIVITA’ CON PARTITA IVA ONLINE

E’ possibile anche richiedere aiuto e assistenza online grazie all’utilizzo di servizi a pagamento per l’apertura e la gestione contabile.

Penso sia utile citarne alcuni; TAXMAN , FLEXTAX, IUBENDA , PARTITAIVA24.

 

PAGAMENTI ELETTRONICI

partita iva online

Dal 1 gennaio 2022 è obbligatorio anche per gli imprenditori in regime forfettario di eseguire obbligatoriamente la fattura elettronica.

La fatturazione elettronica riduce i costi di stampa, gli sprechi di carta ed gestisce più semplicemente le fatture per la conservazione a norma.

E’ possibile creare, ricevere e importare le fatture gratuitamente, grazie al servizio della camera di commercio, facilmente utilizzando questo link

 

CONCLUSIONE

Spero in questo articolo di aver raggruppato  tutte le informazioni necessarie per  comprendere quali partite possono soddisfare le vostre specifiche esigenze ed aprire una Partita IVA online.

Se avete altri consigli da aggiungere , per la scelta e per diminuire i costi sono curioso di leggere i vostri commenti.

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