INTRODUZIONE

In questo articolo vedremo in dettaglio i motivi per cui il Brunetta Smart Working, è un totale non senso.

Perché le sue affermazioni sono frutto di emotività, impulsività, forse anche invidia e esperienza negativa personale.

In realtà la sua teoria sullo Smart Working va analizzata in un contento ampio, per capire dove funziona e non funziona con le motivazioni di tutto ciò.

BRUNETTA SMART WORKING – LE AFFERMAZIONI RILASCIATE 

brunetta smart working

Brunetta dichiara di enfatizzare tutte le forze nella vasta somministrazione dei vaccini, “piuttosto che stare chiusi a casa, con il telefonino e la bottiglia di latte a fare finta di lavorare!”.

Affermazioni forti e che hanno provocato la reazione di sindacati e di altri partiti, indignati da tale affermazioni.

Per fortuna dall’altra parte, molti altri politici riconoscono, al contrario l’efficienza e l’efficacia dello Smart Working.

Manilo Di Stefano del movimento 5 stelle infatti dichiara che lo Smart Working si è confermato da oltre un decennio ed è “Il futuro a prescindere dalla pandemia”.

“lavorare da casa aumenta la produttività e riduce i costi economici”

Continua dicendo che In italia sembra ancora un  pensiero futuristico mentre è assodato e confermato dalla ricerca quanto lo Smart Working aiuta su molti fronti oltre quelli citati.

La riduzione dell’inquinamento, la riduzione del costo degli affitti, un maggior benessere nell’essere più presenti in famiglia e con i propri figli.

La pandemia è stato un accelleratore di questo futuro, che in realtà è già vastamente presente in tutto il mondo.

Lo Smart Working è infatto oggi, già largamente impiegato in tutti i paesi sviluppati come strumento per il migliore progresso e efficienza sul posto del lavoro.

Ne dimostra infatti la sua efficienza la crescita del PIL italiano di oltre il 6% nel 2021.

Possiamo ignorare dati statistici e affossarci da soli, In un momento in cui fare scelte innovative è decisivo per il futuro economico del nostro paese?

Di seguito vi spiegherò innanzitutto alcuni dati provenienti dalla ricerca sullo Smart Working e successivamente i benefici che il lavoratore e l’azienda ottengono dall’applicazione della stessa.

STATISTICHE SCIENTIFICHE SULLO SMART WORKING 

brunetta smart working

Nella  ricerca “SMART WORKING: RETHINKING WORK PRACTICESTO LEVERAGE EMPLOYEES’ INNOVATION POTENTIAL” svolto principalmente da università italiane e francesi, si analizzano i benefici che sono stati apportati con l’introduzione completa dello Smart Working:

In realtà la stessa ricerca descrive i risultati ottenuti anche da un modello ibrido.

I risultati sono rappresentate (in inglese) in questa ricerca: Smart Working Rethinking Work practice

In sintesi vi spiego i risultati della stessa qui di seguito:

A livello di efficienza organizzativa lo Smart Working ha portato maggiore produttività e flessibilità.

Per quanto riguarda la sua efficacia lo Smart Working porta ad una maggiore innovazione

L‘impegno lavorativo è risultato in un migliore equilibrio vita – lavoro (in inglese in un migliore Work-Life balance).

La configurazione lavorativa è risultata in :

  • Migliore isolamento acustico (La possibilità di concentrarsi effettivamente, svolgere meeting senza ascoltare voci di sottofondo ed essere distratti)
  • Facile disponibilità di svolgere meeting senza dover prenotare e richiedere la disponibilità fisica delle stesse, come succederebbe altrimenti in modalità in loco.
  • L’organizzazione del sapere aziendale,  ricercabile online indipendentemente dalla posizione e organizzazione
  • Strumenti e framework per monitorare, assegnare obiettivi e indipendentemente svolgere e documentare il progresso degli stessi
  • Facile comunicazione tra gli impiegati con strumenti e applicazioni come Microsoft Teams, Zoom, Google meets che permettono anche di presentare e interagire sul lavoro online

La digitalizzazione di tutta la documentazione e archivi aziendali.

In via generale gli strumenti UCC ( Unified Collaboration and Communication), sono tutti quel strumenti ( software o hardware ) che devono essere utilizzati e permettono la collaborazione e condivisione di dati a livello aziendale. [1]

I BENEFICI PER IL LAVORATORE E LA RITENZIONE DEGLI STESSI 

brunetta smart working

Al contrario delle affermazione del Brunetta Smart Working, adesso discutiamo meglio sui i benefici concreti che lo Smart Working porta al lavoratore e all’aziende.

PER L’AZIENDA:

  • Riduzione dei costi di affitto delle strutture che ospiterebbero i dipendenti con conseguente annullamento dei costi per la messa in norma, rispettando le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Responsabilità che diventa sempre di più del lavoratore.
  • Maggiore profitto aziendale, causato dalla maggiore efficienza dei lavoratori, che lavorano in Smart Working.
  • Riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera con beneficio dei cambiamenti climatici.
  • Maggiore ritenzione del personale

PER IL LAVORATORE:

  • Maggiore indipendenza nello scegliere orari di lavoro, con migliore work life balance.
  • Maggiore presenza in famiglia e soddisfazione lavorativa.
  • Meno stress e più tempo per se stessi senza compromettere la performance lavorativa.
  • Riduzione del micro-management e lavoro autonomo per obiettivi.
  • Meno rischi da parte del lavoratori dovuto al pendolarismo. [2]

PERCHE’ E DOVE LE AZIENDE FALLISCONO NELL’OTTENERE I BENEFICI DELLO SMART WORKING?

lavoro agile

Innanzitutto è da premettere che il lavoro in modalità Smart Working non è applicabile in tutte le preofessioni.

Nei lavori dove è fondamentale la relazione più stretta con il cliente, è più efficiente lavorare a stretto contatto con lo stesso.

E’ infatti il caso del ministro Brunetta, che sembra esprimere opinioni e giudizi basati sulla politica.

I politici devono concentrarsi sui problemi specifici della popolazione, prendendo in condiderazione tutte le specifiche categorie, piuttosto che esprimere giudizi generali, non basati sulla ricerca e la scienza.

E’ un metodo fallimentare che al giorno d’oggi non possiamo accettare e perdonare ad un politico.

C’è bisogno evidentemente di gente con maggiore esperienza del mondo del lavoro attuale per comprendere le reali tematiche ed empatizzare meglio con i problemi reali del mondo attuale.

E’ ovvio che il personale sanitario, un giardiniere, non può lavorare da remoto.

Molte classi lavorative possono beneficiare in maniera totale o parziale dalla possibilità di lavorare in modalità smart working.

Un dottore infatti, in casi di pandemia, ha la possibilità di contribuire alla mancanza di forza lavorativa anche da remoto in maniera parziale, gestendo tramite software e telefonicamente eventuali richieste degli infermieri.

Parte del lavoro degli ingegneri, per esempio, può essere svolta da remoto.  La progettazione su CAD e la documentazione può essere benissimo svolta in modalità smart working.

Lo stesso vale per molte altre professioni..

Questo vuol dire che molte professioni possono beneficiare dallo Smart Working in maniera totale o parziale.

Generalizzare, come ha fatto il Ministro Brunetta non è giusto e inaccettabile su temi del genere.

Il progresso e l’innovazione che porta lo Smart Working non va ignorato, va piuttosto scalato e sfruttato per lo sviluppo della nostra economia e del benessere del lavoratore che consegue ad una maggiore performance lavorativa.

Nelle pubbliche amministrazioni il problema della inefficienza a mio parere, non è lo smart working dei dipendenti, ma lo scarso adempimenti degli strumenti UCC e una regolamentazione della stessa che rende intoccabili, anche i dipendenti che non performano.

Se un dipendente è negligente, bisogna svolgere un analisi delle performance dello stesso, notificato e successivamente vanno presso delle decisioni in merito..

Il lavoratore nella pubblica amministrazione non deve essere essere considerato sicuro, solo per la mancata possibilità di essere licenziati, ma reso responsabile del lavoro svolto, che deve essere documentato e monitorato e riportato in caso di mancata produttività.

Queste problematiche non dipendono dunque dall’adoperazione della modalità di lavoro da remoto.

CONCLUSIONE

lavoro agile

Dove è possibile lavorare in modalità Smart Working è necessario rinforzare e confermare l’adoperazione delle stesse modalità.

La configurazione dello smart working deve essere fatta utilizzando i giusti strumenti UCC, specifici per la natura aziendale.

Spero con questo articolo di averi spiegato le ragioni per cui le recenti affermazioni del Brunetta smart working sono prive di fondamento scientifico.

Ci sono ovviamente pro e contro nel lavorare in modalità da remoto, ma i benefici superano di molto i contro..

In un futuro articolo, parleremo anche dei contro e analizzeremo meglio il tutto secondo le attuali conoscienze scientifiche.

Quale è stata la vostra esperienza nel lavorare in modalità smart working? Raccontatecelo nei commenti qui sotto.

REFERENZE

[1] Gastaldi, L., Corso, M., Raguseo, E., Neirotti, P., Paolucci, E. and Martini, A., 2014, September. Smart working: Rethinking work practices to leverage employees’ innovation potential. In Proceedings of the 15th International CINet Conference (Vol. 100). Budapest: CINet.

[2] Ipsen, C., van Veldhoven, M., Kirchner, K., & Hansen, J. P. (2021). Six Key Advantages and Disadvantages of Working from Home in Europe during COVID-19. International journal of environmental research and public health18(4), 1826. https://doi.org/10.3390/ijerph18041826

 

 

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail